Salvini: “Al 31 dicembre non so quando i miei figli torneranno a scuola e con quali garanzie”

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Il leader della Lega torna a parlare di scuola puntando l’attenzione sulle criticità del ritorno a scuola legandole con le difficoltà del Governo di portare avanti azioni concrete.

Matteo Salvini chiude l’anno parlando, ancora, di scuola. Intervistato dai cronisti  davanti all’Agenzia delle Entrate a Roma, punta ancora una volta il dito contro il Governo specialmente in merito alla riapertura delle scuole, prevista il 7 gennaio.

Siamo al 31 dicembre e da papà oltre che da senatore, non so ancora i miei figli quando torneranno a scuola, a che ora entrano a che ora escono con quali garanzia e con quali trasporti pubblici, con quale aerazione delle classi, con quanti insegnanti“.

E poi aggiunge: “Questo deve fare il governo non litigare continuamente se vanno avanti così meglio tolgano il disturbo, noi siamo pronti”.

La scuola, per Salvini, specie negli ultimi mesi, è diventata una tematica centrale nella maggior parte dei suoi discorsi e dei suoi post. Discorsi che spesso, hanno visto la netta contrapposizione con Lucia Azzolina, la Ministra dell’Istruzione.

Il leader della Lega, in risposta alla “rivale” politica, ha anche in mente un proprio “piano scuola” in caso di approdo futuro del suo partito in maggioranza: come abbiamo riportato in precedenza, Salvini punterebbe su tre temi fondamenali per la scuola: “stabilizzazione degli insegnanti precari (a partire dai circa 50 mila che si occupano dei ragazzi disabili); rafforzamento del trasporto pubblico anche coinvolgendo i privati; ragionevole distribuzione degli studenti nelle classi e aerazione degli ambienti“.

A proposito di ritorno a scuola, ricordiamo che le prefetture hanno adottato i documenti operativi all’esito dei lavori dei tavoli di coordinamento scuola-trasporti istituiti in tutte le province in vista della
ripresa, dal 7 gennaio, dell’attività didattica in presenza, tenendo conto anche dell’ordinanza del ministro della Salute del 24 dicembre 2020 che limitatamente al periodo 7-15 gennaio riduce la presenza in classe al 50%.

Sostanzialmente, i piani adottati prevedono orari differenziati 8-14/10-16, lezioni anche il sabato e della durata da 45 minuti. Si tratta di indicazioni generali da trasportare nelle singole realtà.

 

 

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