Salviamo la scuola, si costruisce così il futuro dei giovani. Lettera

di redazione
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Mario Bocola – La scuola va salvata perché è lì che si costruisce il futuro dei giovani. Ma occorre farlo con una buona riforma perché la legge attuale non trova il favore di tutte le componenti della scuola, Albi territoriali, mobilità, bonus premiale, chiamata diretta, si tratta di un bel “pastrocchio” inserito tra gli articoli e i commi della legge della Buona Scuola, che non segue alcun criterio logico.

L’obiettivo è stato fin dall’inizio molto chiaro, ossia quello di fare in fretta una legge di riordino del sistema scolastico, tutt’altro che strutturale, per dare una risposta agli obiettivi e standard formativi richiesti dall’Unione Europea. Le riforme vanno fatte dal basso perché soltanto la base conosce a fondo i gravi e atavici problemi della scuola.

Non abbiamo bisogno di nomi altisonanti, di super esperti dell’economia e della finanza mondiale per fare un progetto di riforma: loro vedono le cose da un’altra dimensione, quella virtuale oppure basata sui numeri e sulle carte che non corrisponde affatto alla realtà, quella che giornalmente vedono tutti gli operatori della scuola. Bisogna incidere sulle abilità di base sia di lingua che di numeri e calcoli potenziando le ore di italiano, matematica e lingue che rispondono alle quattro abilità di base.

Si ha la contezza che la Buona Scuola ci stia portando verso un analfabetismo di ritorno. La scuola va salvata perché la sua salvezza rappresenta il progresso dello Stato e dei nostri giovani.

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