Salone del Libro, tutti pazzi per Alessandro Barbero. Gli studenti di un liceo espongono lo striscione: “Sei grande”. Così è nato il suo amore per la storia

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Una calca degna di una rockstar per un accademico. Questo è ciò che è successo durante la seconda giornata del Salone del Libro di Torino, con la partecipazione dello storico e scrittore Alessandro Barbero.

La folla, composta da appassionati di tutte le età, si è radunata per applaudire il professore, un evento che ha persino visto uno striscione preparato dai ragazzi delle scuole con la scritta “Barbero sei grande”.

Barbero, amato per la sua capacità di raccontare la storia con entusiasmo e chiarezza, ha confessato che il suo amore per la storia risale all’infanzia. “Oltre a una passione molto ingenua per la storia militare, per i modellini e i soldatini, ero solito leggere sempre la rivista ‘Storia illustrata’ alla quale mia nonna era abbonata”, ha rivelato.

Per un breve periodo, come segnala La Repubblica, aveva anche considerato l’idea di diventare un avvocato o un linguista. Tuttavia, il suo fascino per il Medioevo ha preso il sopravvento grazie all’influenza di un compagno di classe. “È arrivato al liceo quando un compagno di classe con una biblioteca sterminata mi prestò ‘La società feudale’ di Marc Bloch”, ha spiegato Barbero.

Nel corso del suo intervento, Barbero ha anche sottolineato l’importanza inalterata del libro nonostante l’avanzamento tecnologico e la proliferazione di risorse online. Egli sostiene che, nonostante le nuove tecnologie abbiano amplificato e facilitato l’accesso ai libri, non esiste una certezza assoluta che le informazioni attualmente disponibili online saranno ancora accessibili tra cinquant’anni.

“Le tecnologie moltiplicano, magnificano e facilitano la possibilità di leggere libri, ma non abbiamo la certezza che tra cinquant’anni ci potranno permettere di leggere tutte le cose messe in rete oggi. È una speranza”, ha detto Barbero.

Secondo lui, il libro, come aveva scoperto Gutenberg secoli fa, rimane la tecnologia più sicura e più moderna per conservare contenuti, conoscenze e arte. “E questo lo percepiscono tutti perché nessuno ha smesso di comprare libri”, ha concluso.

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