Safer Internet Day, 1 ragazzo su 5 sempre connesso. Azzolina: “Dalla rete grandi potenzialità ma anche insidie e pericoli”

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Il 9 febbraio è il Safer Internet Day, la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete, istituita e promossa dalla Commissione Europea. Una ricerca commissionata da ‘Generazioni connesse’ a Skuola.net, Università degli Studi di Firenze e Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, sulla quantità e la qualità delle ore passate in Rete dalle ragazze e dai ragazzi, mette in luce i punti salienti dell’uso della rete fra i giovani. Anche il Ministero dell’Istruzione ha avviato una riflessione sul tema, che ha previsto un video messaggio della Ministra Lucia Azzolina.

Il Safer Internet Day, la Giornata mondiale dedicata all’uso positivo di Internet” è una ”ricorrenza importante che vede nei giovani i principali protagonisti ed è anche occasione per interrogarci tutti su come guidare al meglio i nostri  ragazzi e le nostre ragazze ad una navigazione sicura e consapevole nella realtà digitale. E su come sfruttare al meglio le potenzialità di Internet. Ma questa particolare Giornata assume un significato ancora più rilevante, oggi, alla luce di una pandemia che ha aperto la quotidianità e le più semplici abitudini alle nuove tecnologie e ad un uso preponderante della Rete. Una rete che in questi mesi si è mostrata in tutta la sua straordinaria potenza nel metterci in connessione a distanza, ma che spesso nasconde insidie e pericoli’‘. Lo ha detto Lucia Azzolina nel suo video messaggio per il Safer Internet Day.

Secondo la ricerca commissionata da ‘Generazioni connesse’ a Skuola.net, Università degli Studi di Firenze e Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, sulla quantità e la qualità delle ore passate in Rete dalle ragazze e dai ragazzi, 1 ragazzo su 5 si definisce praticamente sempre connesso, 6 su 10 sono online dalle 5 alle 10 ore al giorno.

Si tratta di numeri raddoppiati rispetto allo scorso anno, complici anche i periodi passati a casa, lontano da scuola o da altre attività di socializzazione, durante la pandemia.

Per il 59% gli episodi di cyberbullismo sono aumentati. “Il 2020, con l’emergenza sanitaria – spiega in proposito una nota -, ha inciso notevolmente sulla vita digitale delle ragazze e dei ragazzi italiani. Secondo quanto emerge dalla ricerca, 6 adolescenti su 10 dichiarano di passare più di 5 ore al giorno connessi. Solo 12 mesi fa erano 3 su 10. Un ragazzo su 5 si dichiara ‘Sempre connesso’. L’85% degli intervistati dichiara di avere dato a un proprio coetaneo dei consigli sull’uso corretto del Web: cresce, quindi, la consapevolezza e la solidarietà tra i ragazzi e le ragazze in Rete“.

In questi mesi, poi, sempre secondo l’indagine, attraverso la Rete e la condivisione dei contenuti, è cresciuto l’impegno sociale di studentesse e studenti nei confronti di temi rilevanti come il Climate Change e il Global Warming o, ancora, il movimento Black Lives Matters: il 53% dei partecipanti dichiara di aver usato i social per impegnarsi a sostenere queste cause. Viceversa, non si esclude che il maggior tempo speso online abbia portato le ragazze e i ragazzi ad una maggiore esposizione ai rischi della Rete, e fra questi, al cyberbullismo: il 59% pensa che le prepotenze online siano aumentate. “Se tra i giovani adolescenti, dunque, cominciano a fare effetto le campagne sull’uso consapevole della Rete – spiegano i ricercatori -, non bisogna, tuttavia, abbassare la guardia. L’educazione digitale è l’unico efficace strumento a disposizione di studenti, insegnanti e genitori per prevenire e affrontare le situazioni più complesse“.

 

 

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