Sacrosanto non bocciare, eccetto nel caso in cui la famiglia si disinteressi del figlio. Lettera

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Niente bocciature? L’appello dell’ Mce è sacrosanto, fa riferimento ad una battaglia antica e importantissima.

La scuola che boccia – diceva don Milani “E’ un ospedale che respinge i malati e cura i sani”. Giusto. Ma c’è un solo caso che può giustificare la non ammissione di un alunno alla classe successiva. Ed è il caso in cui la famiglia risponde in modo inadeguato alle richieste ed alle sollecitazioni della scuola.

Accade con alunni italiani, stranieri, ricchi, poveri senza distinzione. In ciascuna categoria si trovano famiglie attente ed altre disattente,che vivono quella sorta di rifiuto dell’impegno, anche genitoriale, che porta ad addossare sempre ad altri tutte le colpe e a non assumersi le proprie responsabilità.

Tuo figlio fatica a studiare? Fallo leggere, leggigli il libro della buonanotte, portalo per musei, fagli vedere i programmi divulgativi, parla con lui, USA con lui con misura il computer, rileggi con lui ciò che ha fatto a scuola, compragli i fumetti e leggili con lui.

La famiglia vive in funzione dei bisogni – quelli veri (non, o almeno non troppo, quelli consumistici) – dei figli, e nella relazione affettiva con loro. Se questo diventa un modus vivendi anche le difficoltà si superano e la bocciatura può non essere necessaria.

Lorenzo Picunio

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