Sacconi: La Buona scuola è servita solo a stabilizzare massa di docenti, senza potere ai Dirigenti. Le soluzioni del centrodestra

di redazione
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“Arriviamo all’appuntamento con la quarta rivoluzione industriale con un sistema educativo e formativo disastrosi. La Buona scuola si è risolta in una stabilizzazione di massa dei docenti a prescindere dalle necessità didattiche, senza fare decollare un vero sistema di valutazione e senza avere conferito ai dirigenti scolastici veri poteri gerarchici nelle istituzioni educative”.

Così il Presidente della Commissione Lavoro Senato, Maurizio Sacconi, in un intervista riportata da “il Giornale.it”

Le colpe

Per Sacconi le colpe vanno ricercate nel nostro sistema educativo. “Il vizio del nostro sistema educativo si chiama autoreferenzialità. Dominano le corporazioni, sono dominanti i loro interessi egoistici e non è al centro la persona” – sostiene Sacconi.

Sacconi è Critico nei confronti delle Istituzioni scolastiche anche sulla questione alternaza scuola-lavoro:Quando ci sono cattivi esempi di alternanza scuola lavoro la responsabilità non è del lavoro. L’alternanza è sempre scuola che si realizza in un ambito diverso dall’aula. È la scuola a essere carente quando non è capace di individuare l’ambiente giusto e a dirigerlo in funzione del giovane”.

Da rivedere per Sacconi anche il sistema universitario:La moltiplicazione e la dequalificazione dei percorsi triennali indebolisce essenziali conoscenze di base. Al centro di decisioni di questo tipo ci sono le cattedre e non le persone. Ci sono voluti anni per introdurre gli uffici di placement che non sono ancora a regime. Per non parlare di molta parte del sistema formativo che è fatto solo per favorire i formatori”.

Le soluzioni
“La prima sfida – sostiene Sacconi –  è il cambiamento di metodi e contenuti pedagogici, l’applicazione di rigorosi sistemi di valutazione. A questo – continua Sacconi –  bisogna aggiungere un immediato urgente piano nazionale straordinario di alfabetizzazione digitale degli adulti. Se vogliamo evitare una eccessiva sostituzione di uomini con macchine, se vogliamo preparare persone ai nuovi lavori, se vogliamo riqualificare i servizi di cura alla persona che vive più a lungo, ma in condizioni spesso peggiori, questa è la grande sfida. Tocca alle forze di centrodestra gestire questa sfida. La sinistra non può: da ideologica è diventata corporativa”.

Altre misure concrete che dovrebbe prendere un governo di centrodestra – conclude il Presidente della Commissione Lavoro Senato-  sono: «Sostegno alla domanda di formazione. Portare a sistema strumenti come le borse di studio e i prestiti d’onore per gli studenti. L’assegno di ricollocamento per i disoccupati, piena deducibilità delle spese per formazione dei lavoratori autonomi. Credito di imposta per le imprese. Il buon funzionamento dei fondi interprofessionali bilaterali».

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