Rusconi attacca la politica: “La scuola riparte, ma il dibattito politico fa piangere”

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“La scuola oggi riparte, ma il dibattito politico sul futuro di questa istituzione fa piangere. Purtroppo da parte di tutti i partiti”.

Lo ha detto in un’intervista su La Repubblica Mario Rusconi, il presidente dell’Associazione nazionale presidi di Roma.

“Riconquistiamo una semi normalità – ha detto – perché alcuni problemi che abbiamo vissuto negli anni della pandemia ce li portiamo ancora dietro”.

Per Rusconi, “Il problema numero uno che non è stato ancora risolto è quello dell’aerazione. Un sistema efficiente di aerazione costa tra i due e i quattromila euro per classe, una spesa ad oggi insostenibile. Ci dicono allora che è necessario aprire le finestre ma a questo punto, in inverno, la soluzione di un problema ne comporterà un altro: le temperature si abbasseranno e sarà più difficile ridurre i costi del riscaldamento”.

Per quanto riguarda il fronte dei rincari energetici, “Ancora non sappiamo quali saranno le indicazioni del governo. Sicuramente ognuno dovrà fare la propria parte. A Roma ci sono 1.900 edifici delle scuole statali. Se ognuno di noi si impegnasse a gestirli in modo efficiente, già sarebbe un buon punto di partenza. Ci sono piccoli comportamenti di attenzione e cura per evitare gli sprechi che devono diventare l’Abc del nostro lavoro”.

Per Rusconi il secondo grande problema “è quello delle classi pollaio. A livello ministeriale è stato detto che sono solo l’1% del totale, circa 4mila in Italia, ma si tratta di un dato parziale perché tiene conto del numero degli studenti e non della capienza delle aule”. Per Rusconi “se la malattia dovesse tornare a diffondersi, sarebbe impossibile mantenere il distanziamento”.

Per quanto riguarda gli insegnanti mancanti “a Roma – dice Rusconi – ne mancano circa 4mila, 6mila nel Lazio. Questo vuoto dovrebbe essere colmato già da oggi utilizzando le cosiddette GPS, le graduatorie provinciali per le supplenze, uno strumento che ancora non funziona come dovrebbe. Lo scorso anno l’80% dei supplenti richiamato in questo modo ha rinunciato all’incarico. Nel frattempo le scuole possono nominare direttamente dalle loro graduatorie interne, ma anche qui ci sono state diverse difficoltà”. 

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