Rusconi (ANP): dal Parlamento novità per stipendio presidi. Troppe responsabilità e scarsa considerazione, così non va [INTERVISTA]

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Aumentano le responsabilità, diminuisce lo stipendio. Per i dirigenti scolastici non è davvero un buon momento. Tanti, come già segnalato da Orizzonte Scuola, tornano indietro e decidono di ritornare a fare i docenti. A questo scenario si aggiunge quello del taglio allo stipendio che, secondo le cifre dell’ANP, può arrivare fino a 1000 euro lorde.

A Orizzonte Scuola interviene Mario Rusconi, presidente dell’ANP Lazio: “C’è una buona notizia per quanto riguarda i dirigenti scolastici, c’è l’approvazione dell’emendamento che permette di stanziare, per il 2020, 13 milioni di euro da destinare alla copertura delle maggiori spese sostenute per i predetti anni scolastici in conseguenza dell’ultrattività riconosciuta dai contratti collettivi regionali relativi all’anno scolastico 2016/2017. Appena il decreto legge Rilancio diventerà legge ci auguriamo che si ponga fine a questa incresciosa situazione”.

Poi Rusconi rilancia: “Il lavoro del preside raddoppia, triplica, i rischi diventano sempre più grandi. In alcuni casi non possono nemmeno fare le ferie estive. La riduzione di 300-400 euro sarebbe stata un’autentica beffa. Adesso confidiamo nel Parlamento”.

Testo emendamento

Art.230 bis

Al fine di evitare la ripetizione di somme già erogate in favore dei dirigenti
scolastici negli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019, nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione è istituito un fondo con uno stanziamento di 13,1 milioni di euro per l’anno 2020, da destinare alla copertura delle maggiori spese sostenute per i predetti anni scolastici in conseguenza dell’ultrattività riconosciuta dai contratti collettivi regionali relativi all’anno scolastico 2016/2017. In nessun caso possono essere riconosciuti emolumenti superiori a quelli derivanti dalla predetta ultrattività. Il fondo di cui al primo periodo è ripartito con decreto del Ministro dell’istruzione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, informate le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dell’area dirigenziale « Istruzione e ricerca». Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione degli stanziamenti di bilancio di cui all’articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296

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Aumentano la responsabilità per i presidi in vista del nuovo anno: “Sì, aumentano eccome e il rischio è che saltino pure le ferie. La cosa più importante, però, riguarda un altro aspetto. L’anno scorso sono stati assunti 2mila presidi e molti vengono dal centro sud. Ad esempio a Roma ci sono tanti dirigenti che provengono da Napoli, ma questo accade anche in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna con presidi romani, campani e calabresi. Non essendo previsto un incremento dello stipendio essendo loro fuorisede, né essendo previsto che entro i tre anni possano chiedere la mobilità, è evidente che molti presidi, la maggior parte donne con figli, allora chiedono di poter essere reinseriti nel rango di docente. C’è un altro problema. Nel momento in cui rinuncia allo status di preside viene reintegrata come docente, ma nell’ambito di quella regione dove ha preso servizio come preside. Anche in questo caso oltre al danno si aggiungerebbe la beffa”.

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