Rusconi (ANP) ai sindacati: non si può dire a dirigenti e docenti ‘non applicate la legge’, questo è profondamente antidemocratico

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Anche nelle parole di Mario Rusconi, Vicepresidente nazionale, è duro il monito dell’Associazione Nazionale Presidi a rispettare l’applicazione della legge 107.

Anche nelle parole di Mario Rusconi, Vicepresidente nazionale, è duro il monito dell’Associazione Nazionale Presidi a rispettare l’applicazione della legge 107.

Con una nota delle ultime ore l’ANP ha criticato molto duramente il richiamo alla ‘resistenza passiva’ dei sindacati contro la legge 107, ma questa è una loro facoltà, non trova? Si muovono all’interno di una dialettica pienamente democratica.

“Quando c’è una legge un buon funzionario dello Stato la applica e non la boicotta, ce l’ha insegnato Socrate qualche secolo fa. A noi non piace che si continui a pensare che la legge 107 possa essere in qualche modo disapplicata e disattesa. O meglio, se le forze parlamentari a cui fanno riferimento i sindacati hanno le prerogative per poterla modificare, presentino il loro progetto in Aula e, in presenza di una maggioranza, la legge potrà essere cambiata. Alcuni esponenti sindacali hanno in questi giorni parlato molto impropriamente addirittura di un autunno caldo, ma a mio avviso di tratta di posizioni poco meditate che non dimostrano grande senso di responsabilità. La dialettica deve esplicarsi all’interno del Parlamento, una legge dello Stato non si può boicottare o aggirare”.

I lavoratori della scuola considerano questa legge per molti versi iniqua e il loro modo di protestare può essere interpretato anche alla luce di un contesto che spinge sempre più verso nuove forme di democrazia diretta.

“Se si vogliono contrastare gli aspetti della legge che si considerano iniqui, benissimo, ma si vada davanti a un giudice del lavoro, sono questi gli ambiti della democrazia. E poi mi scusi, dire che una legge è anticostituzionale è eccesso di sovrastima personale, a me risulta che solo la Corte Costituzionale abbia simile prerogative”.

Ma infatti l’obiettivo è proprio quello di sedersi di fronte ai giudici della Corte.

“E allora mettano in moto i meccanismi previsti dalla legge per arrivarci, senza turbare la didattica. Non si può dire a dirigenti e docenti ‘non applicate la legge’, questo è profondamente antidemocratico, anche perché paradossalmente potrebbe nuocere alla scuola pubblica e favorire la paritaria”.

In che senso?

“Se l’anno scolastico partirà tra le agitazioni e i disordini auspicati dai sindacati, le famiglie che potranno permetterselo saranno tentate dallo spostare i figli nelle paritarie e a rimetterci di più saranno proprio quei ragazzi con alle spalle lo svantaggio socio-economico che la scuola statale avrebbe l’obbligo e lo scopo di azzerare”.

Quindi che cosa consiglia ai dirigenti che fanno parte della sua associazione?

“Innanzitutto che rivolgano ai docenti un appello alla ragionevolezza e al senso di responsabilità, che li invitino alla discussione e al rispetto delle norme. Ripeto, possono essere legittime forme di lotta contro aspetti poco chiari della legge 107, pensiamo allo sconcerto causato dal cosiddetto bonum (non bonus, in latino si usava il neutro!), ma il dissenso non può essere manifestato a scapito degli studenti e delle loro famiglie. I collegi, insomma, sappiano prendere le misure a partire dalle esigenze e dai bisogni dell’utenza. Come ANP, dal 15 settembre organizzeremo in tutta Italia 53 seminari, allargati a quanti più partecipanti sarà possibile, proprio per illustrare in maniera analitica i passaggi complessi della legge 107”.

Si sente ottimista sui tempi con cui gli organici potenziati potranno entrare nel pieno delle loro funzioni?

“Anche volendo essere ottimisti e presupponendo che possano farlo alla fine di ottobre, questo non risolverà affatto i problemi che i dirigenti si troveranno ad affrontare. Non c’è nessuna garanzia che i neoassunti in questo contingente abbiano le competenze per supportare la presidenza, i docenti non sono tutti intercambiabili! Nonostante tutto però non ci disperiamo, la 107 è una legge molto complessa, che ha bisogno di almeno due o tre anni e di sette o otto decreti delegati per manifestare i suoi effetti positivi, sempre che il Governo continui a stanziare le risorse che ha promesso”.

Comunque 1700 scuole hanno iniziato l’anno scolastico senza dirigente e sono state vane anche le pressioni dell’ANP per sbloccare le assunzioni del concorso 2011…

“Questo Governo ha responsabilità enormi per la composizione degli organici della dirigenza, le ricordo che il concorso annunciato per l’ottobre 2014 non è ancora stato bandito. Per quanto riguarda quello del 2011, a noi risulta che non sia stato espletato nei tempi giusti a causa di una insensibilità politica e istituzionale del Ministero dell’Economia, che in questo modo si rende corresponsabile dei gravi ritardi del processo riformatore nel nostro Paese”.  

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