Rusconi: adeguiamo stipendi insegnanti a quelli dei professionisti

di redazione
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Altro che adeguare gli stipendi al costo della vita. Il vero adeguamento deve avvenire sui parametri delle retribuzioni dei professionisti.

E’ il sunto di alcune considerazioni di Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi di Roma e Lazio, rilasciate al Messaggero. L’occasione è fornita dal dibattito sulla regionalizzazione, tecnicamente definita “autonomia differenziata“.

Fra le ultime notizie su questo argomento, c’è il livello di stipendi che potrebbe aumentare fino a 400 euro per i docenti impiegati nelle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna che si stanno battendo per gestire in maniera più autonoma l’istruzione.

Appellandosi al maggior costo della vita nel Nord, i fautori dell’autonomia differenziata fanno notare i benefici economici che ne ricaverebbero anche i docenti. Mario Rusconi, invece, sostiene una tesi differente: a far aumentare le spese non è solo il costo della vita, ma il costo richiesto per fare il docente soprattutto se pendolare.

Non solo docenti – si affretta a precisare Rusconi – a Roma ci sono anche tantissimi presidi che vengono dalle regioni del Sud, soprattutto dalla Campania si svegliano alle 4 o cercano una camera in affitto a Roma, sobbarcandosi in ogni caso costi aggiuntivi. I problemi quindi ci sono ed è inutile negarlo, ma non credo che la soluzione sia nel creare disparità all’interno della stessa categoria con Regioni che vanno a 5 o 6 velocità diverse: si tratta di un argomento molto delicato che andrebbe trattato con grandissima attenzione e non con slogan di parte. Il vero grande problema credo sia nella carriera dei docenti, nella possibilità che hanno gli insegnanti di guadagnare di più. Adeguiamo i loro stipendi a quelli dei professionisti e poi vedremo che tanti laureati decideranno di intraprendere la strada dell’insegnamento“.

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