Ruscica, i docenti fase C non possono insegnare ora alternativa IRC. Nessun calo di alunni che seguono ora religione

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Negli scorsi giorni lo Snadir (Sindacato nazionale autonomo dei docenti di religione cattolica) ci aveva segnalato alcune storture nell’erogazione dell’ora alternativa alla religione cattolica mediante impiego di personale reclutato in fase C.

Negli scorsi giorni lo Snadir (Sindacato nazionale autonomo dei docenti di religione cattolica) ci aveva segnalato alcune storture nell’erogazione dell’ora alternativa alla religione cattolica mediante impiego di personale reclutato in fase C.

Abbiamo raggiunto telefonicamente il segretario Orazio Ruscica per definire meglio i termini di questa critica.

Prof. Ruscica, immagino che l’allarme sia partito in seguito a segnalazioni da parte di docenti di religione cattolica. Che cosa sta succedendo nelle scuole?

“Abbiamo ricevuto diverse segnalazione da parte di colleghi su ‘strane’ utilizzazioni dei docenti neoimmessi in ruolo nell’organico potenziato. Il nostro disappunto nasce dal fatto che nell’ora alternativa alla religione cattolica non si dovrebbero svolgere materie curricolari, poiché questo si tradurrebbe in un danno per i ragazzi che seguono religione. Il caso più diffuso, almeno stando a ciò che ci è stato riferito, riguarda corsi di economia e diritto, ma non mancano scuole che offrono potenziamento di inglese o matematica. Ricordo a questo proposito che in base alla circolare n. 129 del 3 maggio 1986, nell’ora alternativa a religione si dovrebbero approfondire le parti di programma più strettamente attinenti alla convivenza civile, cioè in qualche modo affini ai contenuti dell’ora di religione”.

Lei ha fatto l’esempio del diritto, ma in qualche modo questa disciplina è quella che meglio si presta a trattare i temi legati alla convivenza civile, forse è per questa ragione che i dirigenti sono ricorsi a questa possibilità.

“Mi permetta di mettere in dubbio questa affermazione: la verità è che la maggioranza dei docenti arruolati nelle scuole da fase C insegna questo tipo di materie, non penso ci sia una conoscenza accurata della normativa che regola l’ora alternativa. Ma sia chiaro, noi non contestiamo tanto l’utilizzo dell’insegnante dell’organico potenziato per svolgere l’attività alternativa, il problema è nella scelta di insegnare una materia curricolare. Sempre tornando al caso del diritto, un conto è se il corso viene presentato con la dicitura ‘diritto ed economia’, un altro conto è se l’attività viene pensata e formulata come una selezione di argomenti, anche dal diritto, che in qualche modo afferiscono per contenuti e finalità a quelli dell’ora di religione. Ricordo che gli insegnanti della fase C sono stati assunti per il potenziamento di tutti i ragazzi, non solo di quelli che non si avvalgono della religione cattolica”.

Ad ogni modo il principio dell’utilizzazione in sé le sta bene?

“Il Miur ci risponderebbe che il motivo è il risparmio, esattamente come per le supplenze, quindi anche se non lo condividiamo fino in fondo lo accettiamo, la legge lo permette”.

In questi giorni il suo sindacato ha accolto una notizia positiva dal tribunale di Grosseto, che ha condannato il Miur a risarcire con 20 mensilità i docenti di religione cattolica che avevano richiesto la riconversione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato.

“Questa è l’ultima sentenza favorevole solo in ordine di tempo, ma ne abbiamo già una decina dalla nostra parte. Secondo il Giudice di Grosseto è illegittima la reiterata successione dei contratti a termine ma questa può dar luogo, in Italia, solo ad una tutela risarcitoria, finalizzata a responsabilizzare il dirigente pubblico e a riconoscere i danni subiti dal lavoratore”.

Quest’ultimo successo aprirà la strada a nuovi procedimenti?

“Ne abbiamo diversi, ma spero che la sentenza serva ad attirare l’attenzione del Miur sulle nostre tre richieste: nuovo concorso anche per Irc, scorrimento della graduatoria del precedente concorso e possibilità per chi abbia svolto 36 mesi dell’assunzione in ruolo. Sarebbe veramente masochista da parte del Ministero continuare a pagare sanzioni ai tribunali amministrativi potendo assumere stabilmente un personale che comunque impiega”.

Forse il Miur non vuole impegnarsi a stabilizzare un contingente di docenti che insegnano una materia la cui sorte appare un po’ incerta. Ogni anno si registra, se non sbaglio, una flessione – per quanto piccola forse significativa – del numero dei ragazzi che decidono si seguirla.

“In realtà, in 21 anni abbiamo avuto un calo dello 0,26 %. Infatti, nel 1993 gli studenti che si sono avvalsi dell’insegnamento della religione erano il 94%, nell'ultima rilevazione (2014) sono risultati  l’88,2%.

Ugualmente stabile il contingente dei docenti IRC. Infatti, dai 22.000 posti del 2003 si è passati ai 24.000 posti  del 2015.

Gli studenti, quindi, apprezzano questo insegnamento che offre ‘contenuti e strumenti per una riflessione sistematica sulla complessità dell'esistenza umana nel confronto aperto fra cristianesimo e altre religioni, fra cristianesimo e altri sistemi di significato’ e promuove ‘la partecipazione ad un dialogo autentico e costruttivo, educando all'esercizio della libertà in una prospettiva di giustizia e di pace”, come recitano le indicazioni nazionali.

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