Ruolo da scuola primaria a secondaria: tra ricostruzione di carriera e temporizzazione si sceglie il trattamento più favorevole

di Patrizia Del Pidio
ipsef

Con la sentenza numero 307 del 13 ottobre 2015, il Tribunale di Avezzano si pronuncia in merito alla ricostruzione di carriera.

Con la sentenza numero 307 del 13 ottobre 2015, il Tribunale di Avezzano si pronuncia in merito alla ricostruzione di carriera.

Il fatto riguarda una docente a tempo indeterminato che passa di ruolo dalla scuola primaria a quella secondaria di secondo grado che chiede di accertare il diritto “all’inquadramento retributivo basato sulla ricostruzione di carriera dalla data di conferma nel ruolo docente laureato di scuola secondaria di secondo grado, con l’applicazione, pertanto, del trattamento più favorevole, e conseguentemente il riconoscimento di 4 anni, e 2/3 del precedente servizio fatto in qualità di personale docente di scuola elementare (18 anni pari a 13 anni e 4 mesi) nonché collocazione nella posizione stipendiale così maturata, con tutte le conseguenze di legge”. Chiede inoltre il pagamento delle differenze retributive maturate con i conseguenti interessi legali.




La ricorrente veniva nominata in ruolo nella scuola primaria il 1 settembre 1983 nella scuola primaria e in data 1 settembre 2001 veniva assunta in prova nella scuola secondaria di II grado, dopo aver superato l’anno di prova veniva confermata nel nuovo ruolo con decorrenza 1 settembre 2002.

La posizione stipendiale della docente veniva definita con il criterio della temporizzazione  ma con istanza del 26 febbraio 2008 la docente chiedeva la ricostruzione della carriera con il criterio previsto dall’articolo 485 del dlgs 297/94 secondo cui al docente in carica nelle scuole di istruzione secondaria  “il servizio prestato presso le scuole statali e pareggiate in qualità di docente non di ruolo è riconosciuto come servizio in ruolo, ai fini giuridici ed economici, per intero i primi 4 anni e per 2/3 del periodo eccedente, il rimante terzo soltanto ai fini economici. I diritti economici derivanti dal riconoscimento sono conservati  e valutati in tutte le classi di stipendio successive a quella al momento del riconoscimento medesimo.”.

Il 6 ottobre 2009 l’Ufficio scolastico provinciale accoglieva l’istanza della ricorrente attribuendole un’anzianità di 20 anni e 8 mesi utile sia ai fini giuridici che a quelli economici con il connesso inquadramento di livello economico contrattuale. Il provvedimento però non diveniva esecutivo poiché mancava il visto di registrazione della ragioneria territoriale dello Stato. L’amministrazione scolastica riteneva quindi che l’istanza della ricorrente del riconoscimento di servizio non poteva trovare accoglimento poiché i benefici connessi dalla ricostruzione di carriera non sono cumulabili con quelli derivanti dalla temporizzazione applicati nel momento che la ricorrente entrava in ruolo nella scuola secondaria.

Il comma 3 dell’articolo 6 del dpr 345/83 stabilisce proprio che i due benefici non possono essere cumulati ma è anche vero che la circolare ministeriale del 24 marzo 99 precisa che “nei casi di passaggio nell’ambito del comparto scuola , l’art. 6 del D.P.R. 345/83 continua a porsi ‘lex specialis’ e, in quanto tale, è applicabile al momento del passaggio, mentre, al momento della conferma in ruolo, si procede ad una ricostruzione di carriera con riconoscimento dei servizi di ruolo e/o non di ruolo prestati in precedenza, fermo restando, in ogni caso, il diritto al trattamento più favorevole”.

A questo punto i giudici sostengono che la ricorrente possa esercitare la scelta per il trattamento a lei più favorevole, in questo caso costituito dalla ricostruzione della carriera. Inoltre i giudici sottolineano che non può ritenersi caduta in prescrizione la somma dovuta per la ricostruzione di carriera poiché è divenuta esercitabile nel momento dell’immissione in ruolo nella scuola secondaria.

 

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