Il ruolo dell’insegnante è difficile ma imprescindibile, a scuola si formano uomini e donne di cultura

di redazione
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Nel dibattito che ha tenuto banco quest’estate circa l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni e la riduzione dei cicli scolastici, che ha portato a divergenti punti di vista su come dovrebbe essere la scuola, interviene sul Giornale di Sicilia Nicola Filippone, Preside del Don Bosco Ranchibile.

Il Preside afferma quanto tutti sappiamo, ma che forse dimentichiamo troppo in fretta. “La scuola è il luogo nel quale attraverso l’istruzione, si formano uomini e donne di cultura. La cultura, acquisita studiando, vivendo in relazione coi propri coetanei e con i docenti, sottoponendosi a prove che verifichino la qualità del lavoro effettuato, contribuirà alla formazione della personalità di un ragazzo, a renderlo consapevole delle sue azioni e delle sue scelte, a scoprire le attitudini di ognuno e a valorizzarle, a vivere in libertà, immune da qualunque ricatto o condizionamento”

“Da qualche anno – continua il Preside – ci si comporta come se la scuola fosse sostanzialmente un ufficio di collocamento o una sorta di avviamento professionale”

Un esempio di ciò per il Preside è l’alternanza scuola lavoro.

Rimane invece imprescindibile il ruolo del docente, spetta infatti a lui l’arduo compito di facilitare le conoscenze dei suoi allievi, di accompagnarli nella selezione dei contenuti, di comprendere i loro stati d’animo, di non far mancare alle lezioni quell’apporto di passione ed emozione che è irrinunciabile.

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