Ruoli: perché con riserva a diplomati magistrale e accantonati a docenti secondaria

di redazione
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Le istruzioni operative allegato al decreto di autorizzazione delle immissioni in ruolo del personale docente per l’a.s. 2018/19 non hanno affrontato la problematica.

Di conseguenza, gli Uffici Scolastici hanno risolto in maniera difforme: in alcuni casi i docenti inseriti con riserva nelle GaE hanno avuto il ruolo, ferma restando la clausola rescissoria nel contratto, in altri l’accantonamento del posto.

Interpretazioni difformi da parte degli Uffici Scolastici

All’interno di questo maxi range ci sono da considerare numerose variabili, come il semplice inserimento o l’ottemperanza. Ne avevamo parlato in Immissioni in ruolo aspiranti con riserva, alcuni USR prevedono accantonamento posti contraddicendo il Miur

L’analisi ritorna di attualità dopo la comunicazione da parte dell’ufficio Scolastico di Milano di un diverso orientamento, a seconda che si tratti di docenti di infanzia e primaria o di secondaria.

In una nota di avvio delle operazioni propedeutiche alle operazioni di immissione in ruolo, l’Ufficio Scolastico scrive “I candidati inseriti con riserva per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria a seguito di provvedimento giurisdizionale, se inclusi nel contingente autorizzato, saranno individuati quali destinatari di contratto a tempo indeterminato condizionato risolutivamente al definitivo esito del contenzioso. I candidati inseriti con riserva per la scuola secondaria di I e II grado a seguito di provvedimento giurisdizionale, se inclusi nel contingente autorizzato, saranno destinatari di accantonamento numerico del posto in attesa del definitivo esito del contenzioso.”

Dunque, per infanzia e primaria si può procedere al ruolo mentre per i docenti della secondaria il posto va solo accantonato.

Le indicazioni del decreto Dignità

La spiegazione è nelle indicazioni fornite dal Decreto Dignità entrato in vigore il 12 agosto scorso, secondo il quale i docenti di infanzia e primaria che riceveranno sentenza negativa di merito nel corso dell’anno scolastico 2018/19 vedranno il loro contratto rescisso ma per continuità didattica la loro posizione sarà salvaguardata con una supplenza al 30 giugno. Pertanto, nella previsione dell’ufficio Scolastico le due posizioni finiranno con l’equivalersi perché sul posto verrà comunque assegnata una supplenza.

Tutto sulle immissioni in ruolo 2018/19

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