Ruoli da GPS, ottima novità ma pochi posti per sostegno infanzia. Lettera

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inviata da Gabriella Mambrin – Spett.le redazione di Orizzonte Scuola, sono un’insegnante di ruolo (dal 2006) nella scuola primaria e da più di 20 anni lavoro nelle scuole statali primarie e dell’infanzia. Volevo condividere con voi, un mio pensiero (forse non solo mio) riguardo l’applicazione di questa norma così “azzeccata” e innovativa.

La valutazione di idoneità di un insegnante, attraverso l’osservazione e la documentazione del suo operato direttamente “sul campo”, è il modo più appropriato ed efficace per assegnare un mandato a tempo indeterminato ad un docente che, oltre alle competenze specifiche e professionali, evidenzi una personalità flessibile, empatica e creativa. Ho apprezzato moltissimo questa normativa, in particolare per l’assegnazione di incarichi su posti di sostegno.

Troppo spesso, sui bambini più fragili, vengono assegnate figure educative non specializzate che, per quanto disponibili, mancano di conoscenze specifiche e talvolta purtroppo anche di motivazione, la ricaduta didattica del loro lavoro, su questi alunni, è pertanto improduttiva e di conseguenza penalizzante.

Dopo tutte queste buone premesse, analizzando i bollettini del personale immesso col decreto citato, per la maggior parte su posti di sostegno, ritrovo un preoccupante “vuoto” in parecchie province come Mantova, Modena, Verona, (città a me vicine e care) riguardo la classe di concorso ADAA, sostegno sulla scuola dell’infanzia, a fronte di molte maestre e maestri con i requisiti necessari.

Questa constatazione mi ha particolarmente rattristata, pensavo “Ma come, proprio i bimbi più piccoli vengono penalizzati?”.

Studiosi, pedagogisti, medici, terapisti, hanno sempre insistito sull’importanza di un intervento precoce, intensivo e continuativo, presupposto fondamentale per un recupero funzionale delle abilità deficitarie e per l’acquisizione delle autonomie di base su cui costruire tutti gli apprendimenti futuri.

Inizialmente pensavo fosse un errore del sistema informatizzato, ma viste le pubblicazioni successive dei vari USP, temo che questa situazione sia pressoché definitiva.

La mia preoccupazione è per i piccoli scolaretti della scuola dell’infanzia e dei loro genitori, che ogni anno (o anche più volte all’anno) cambiano insegnante di sostegno e “perdono” la possibilità di consolidare rapporti di fiducia che li rendono indipendenti e sicuri nell’affrontare la vita sociale quotidiana… perdono, insomma, il diritto di affezionarsi alla loro maestra.

Confidando in una sensibilizzazione generale, ringrazio infinitamente per l’attenzione e porgo cordiali saluti.

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