“Rubando nelle scuole si ruba il futuro dei bambini!”, l’appello disperato degli alunni di una scuola dopo il 13esimo furto subito

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“Alcuni adulti sono egoisti e non pensano ai bambini”, “I ladri non dovrebbero rubare perché nella scuola ci sono bambini che cercano di imparare”.

Sono solo alcune delle scritte fatte con pennarelli colorati dai bambini della scuola primaria di Pappiana, in provincia di Pisa, dell’istituto comprensivo Livia Gereschi, esasperati dall’ennesimo furto subito dalla loro scuola.

Per la tredicesima volta dall’inizio dell’anno scolastico, gli alunni si sono trovati di fronte alla devastazione lasciata dai ladri. “Ogni lunedì viviamo la stessa storia”, racconta Sandra Fornai, dirigente scolastica dell’istituto. “Dei ladri sono entrati nelle scuole primarie di Pappiana e hanno rubato una cassa acustica, medicinali e scassinato le porte, anche perché non c’è più nulla da rubare”.

L’episodio, avvenuto durante il fine settimana, è solo l’ultimo di una lunga serie. I ladri, approfittando della chiusura della scuola, entrano dal retro scassinando una porta con facilità. “Non ci sono più le videocamere”, denuncia Fornai, “mentre in passato la loro presenza faceva da deterrente”.

Genitori e bambini sono esasperati, mentre i ladri sembrano aver preso di mira il complesso scolastico. Gli alunni delle classi quinte della scuola “D.M. Verdigi” di Pappiana, dopo l’ennesimo furto, hanno deciso di esprimere la loro frustrazione con disegni e frasi toccanti. “Fra i pensieri espressi”, continua la dirigente, “molti bambini hanno chiesto se queste persone potessero gentilmente non tornare più e hanno sottolineato la necessità di una maggiore sorveglianza della loro scuola, proponendo l’installazione di telecamere o di un allarme”.

In passato i ladri avevano già rubato computer, tablet e l’amplificatore utilizzato per le attività concertistiche, tutti strumenti essenziali per l’apprendimento degli alunni. Quello dei furti nelle scuole primarie è un problema che affligge tutta la provincia. “Ho dovuto anche togliere la macchinetta del caffè per paura che la rubassero”, conclude amaramente Fornai.

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