RSU, saranno premiati dal voto i sindacati che si fanno carico dei problemi generali

di redazione
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Rosa Cirillo Segretaria Nazionale Dirigenti scolastici Federazione UIL Scuola Rua – Ci siamo. Il 17, 18 e 19 aprile tutto il mondo della scuola voterà le proprie rappresentanze sindacali.

Questa consultazione, mi pare evidente, ha una rilevanza politico-sindacale enorme. Si vota per difendere e migliorare un modello di lavoro partecipativo e responsabile, per spazzare via con un atto democratico le false ideologie che tanti danni hanno provocato nel recente passato della scuola.

Certo, i candidati e i loro elettori devono superare lo scoramento diffuso in molte scuole, e ecco che per recuperare questo forte arretramento sia in termini di diritti sia in termini di qualità del loro lavoro, alcune sigle sindacali, in ben identificati territori, stanno elargendo a candidati e rappresentanti di lista permessi sindacali a gogò.

Cosicché, invece, di dare un’iniezione di fiducia e di speranze di recuperare il “senso” e il “valore” della scuola, si allontanano da essa decine e decine di operatori scolastici, resi liberi dagli impegni professionali per andare a caccia di voti, dimentichi del diritto allo studio degli alunni e del fatto che queste elezioni si fanno in costanza di servizio.

Il tema centrale è quello sì delle elezioni delle RSU, ma anche della funzionalità delle scuole, dove i dirigenti scolastici hanno difficoltà a trovare le sostituzioni per i docenti o il personale ATA messo in congedo sindacale.

Come dirigente scolastica e sindacalista penso che si potevano spendere meglio le energie dei candidati alle elezioni RSU, utilizzando gli strumenti mass-mediali: penso ai social network , a strumenti di propaganda più raffinati ed al passo con i tempi, e nello stesso tempo mettere in campo assemblee, iniziative sulla scuola, contatti personali, senza per questo lasciare le classi o gli edifici scolastici incustoditi.

Il futuro della scuola passa anche per questa rinnovata sensibilità per “il fare scuola”, per “lo stare a scuola”, se si vuole dare veramente fiato e spazio ad un rinnovato modo di fare sindacato, vincendo i preconcetti di chi pensa che il sindacato sia “vecchio” e non più necessario.

No, il sindacato non è “vecchio” è, oggi più che mai “giovane” e necessario per difendere una scuola di qualità ed inclusiva. I sindacati che si faranno carico di problemi Generali e non solo spinti da egoismi di sigla saranno premiati anche dal voto.

Esistono le condizioni per farcela, diamo, quindi, a tutti i candidati RSU tutto il sostegno possibile, ma nel rispetto del diritto allo studio degli alunni e della funzionalità della scuola, che non può essere messa in discussione da velleitarismi di campagne elettorali sul modello dei “vezzi” e dei “vizi” della politica.

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