RSU, perchè è importante andare a votare

Di Lalla
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Giovanni Scarnati – Cari colleghi, sono un assistente amministrativo vorrei invitarvi a fare qualche riflessione sulla RSU ma intanto permettetemi di chiamare tutti con il termine “collega” in quanto tutti siamo operatori della scuola, tutti legati dallo stesso contratto di lavoro e soggetti alle direttive dello stesso datore di lavoro

Giovanni Scarnati – Cari colleghi, sono un assistente amministrativo vorrei invitarvi a fare qualche riflessione sulla RSU ma intanto permettetemi di chiamare tutti con il termine “collega” in quanto tutti siamo operatori della scuola, tutti legati dallo stesso contratto di lavoro e soggetti alle direttive dello stesso datore di lavoro

LA SCUOLA DELL’AUTONOMIA E IL BILANCIAMENTO DEI POTERI

Fino a quando non fu creata la “dirigenza scolastica” anche i direttori didattici e i presidi erano sulla nostra stessa tabella di paga, poi furono inquadrati in un contratto diverso. Per i Dirigenti si sono aggiunti tanti poteri ( e responsabilità) ma anche retribuzioni adeguate (stipendio+retribuzione di posizione +retribuzione di risultato). La storia della Rappresentanza Sindacale Unitaria nella scuola non a caso inizia insieme a quella della dirigenza. La Rsu rappresenta infatti il bilanciamento di quei nuovi poteri e la condivisione necessaria di alcune responsabilità.

La Rsu, come istituzione, ha subito numerosi tentativi di “svuotamento”. Come si “svuota” una Rsu ? Rendendo i ruoli opachi al suo interno! Quando chi dovrebbe rappresentare i lavoratori è anche vicedirigente ( il “vice” è scelto senza vincolo alcuno dal Dirigente ed è pagato proprio con i fondi che lui\lei stesso\a contratta se diventa Rsu ) oppure diventa Rsu chi fa parte per legge di altri organi che prendono decisioni importanti, come ad esempio il DSGA (segretario), che fa parte di diritto della Giunta esecutiva.

Questo rende le contrattazioni di istituto un “mero pro-forma”, senza un confronto reale, favorisce consorterie e la concentrazione di poteri. Loro se la cantano e loro se la suonano e per chi è fuori dal coro non c’è spazio! Sebbene non esista normativamente una incompatibilità, è intuitivo che non si possa stare dalla parte datoriale e da quella dei lavoratori contemporaneamente, proprio per salvaguardare il principio del bilanciamento dei poteri. Ci deve essere una chiarezza di ruoli.

STORIA RECENTE

La Rsu è stata eletta nel 2006 (scade ogni tre anni). Si sarebbe dovuto votare nel 2009, invece si vota soltanto adesso perché c’è stato un tentativo governativo (fallito) di cancellarla. Dal 2006 quali sono stati i fatti sindacali importanti ? Ricordiamoli insieme:

1. A Giugno 2008 la Gelmini ha presentato un progetto complessivo di ristrutturazione della scuola pubblica imponendo risparmi per 8 miliardi di euro. Molti posti di lavoro si sono persi. Nelle scuole dove c’erano due collaboratori scolastici adesso ne rimane uno solo, molti docenti hanno dovuto unire due o più scuole per avere cattedra. Diminuiscono i posti di inglese nella scuola primaria.

2. Nel 2009 si rinnova il contratto economico, biennio 2008/2009. Nei rinnovi precedenti avevamo avuto aumenti contrattuali pari al 6,07 %. Nell’ultimo rinnovo gli aumenti contrattuali proposti dal Governo ed accettati dagli altri sindacati sono stati del 3,2 % per l’anno 2009 (l’inflazione reale era data al 3,3%) mentre per il 2008 abbiamo avuto solo l’indennità di vacanza contrattuale ( massimo 14,31 euro lordi ). Sono diminuite le risorse per le supplenze ( come dire : accorpate le classi), per il funzionamento e per il fondo di istituto.

3. Dal 2009 ad oggi la legislazione (Brunetta) ha attaccato fondamentali diritti contrattuali.

MALATTIA: Abbiamo avuto una riduzione della retribuzione sui primi dieci giorni di malattia (il contratto nazionale dice che la malattia è pagata al 100%).VISITA FISCALE: nella prima riforma era possibile uscire di casa solo 1 ora ( si è parlato di “arresti domiciliari”).
SCATTI STIPENDIALI: Abbiamo avuto il blocco degli scatti stipendiali(dovuti per contratto nazionale).
PENSIONI:continua rivisitazione dei coefficenti e requisiti.
PREROGATIVE DEL DIRIGENTE: I criteri di organizzazione del lavoro e l’attribuzione del personale ai plessi non sarebbero più materia di contrattazione con la RSU ma unicamente un atto unilaterale del dirigente ( il contratto nazionale vigente prevede il contrario).
CODICI DISCIPLINARI : Nuove norme sul procedimento disciplinare nei confronti dei dipendenti. Cancellato il tentativo obbligatorio di conciliazione, per fare ricorso adesso occorrono per forza avvocati e giudici…e soldi! Il Dirigente scolastico può erogare la sanzione della sospensione dalla retribuzione per 10 gg. ( si tratta di 1\3 dello stipendio! ); Il potere politico ha però anche acuito le sanzioni a carico dei dirigenti ( magari quelli che non si “ allineano” subito! ) ;

4. Nel 2010 è stato rinnovato unicamente il contratto dei Dirigenti scolastici mentre il nostro è bloccato.

5. E’ stato anche proposto un sistema di valutazione dei docenti al fine di attribuire benefici economici basato sul giudizio di un comitato formato dal Dirigente e due docenti.

Questi sono stati i riflessi nel mondo-scuola di un più generico processo mirato a demolire la democrazia sui luoghi di lavoro e disinvestire nella scuola pubblica.

SITUAZIONE ATTUALE :
Tutti questi fatti accaduti hanno prodotto:

1. la perdita del potere di acquisto degli stipendi ( che ha generato per molti la necessità di accedere al Fondo di Istituto), l’incertezza su scatti, carriera, pensione, sede di servizio, mansioni;

2. un certa sensazione di insoddisfazione e solitudine dinanzi ad una realtà che rende precari diritti che si ritenevano acquisiti, subordinandone l’esistenza o la cancellazione alla sola volontà politica .

Stando cosi le cose, poiché la qualità complessiva del sistema scolastico è legata anche alla soddifazione con la quale i lavoratori si recano a lavorare, diventa di importanza fondamentale :

l’impegno per il rinnovo del contratto collettivo e per ridare orgoglio al lavoro pubblico e alla scuola pubblica. Bisogna adeguare le retribuzioni oltre al ripristino di materie e spazi di democrazia sindacale ;
l’impegno della Rsu per un BUON CONTRATTO DI ISTITUTO CHE SIA PER TUTTI UN SISTEMA DI REGOLE CHIARE .

Questo contratto deve essere
equilibrato nello stabilire criteri per attribuire “oneri ed onori”;
equilibrio anche nella ripartizione delle risorse tra docenti a ata;
garantire a tutti quelli – titolari e supplenti – che, impegnandosi di più, vogliono accedere al fondo, l’uguaglianza dei punti di partenza, soprattutto attraverso la pubblicazione fatta plesso per plesso e sul sito internet della scuola degli incarichi disponibili (qual’ è l’elenco complessivo delle attività a cui posso partecipare? Quali sono i criteri di scelta in caso di più concorrenti per un medesimo incarico?).
La pubblicazione, a consuntivo, di nominativi e incarichi avuti, in modo che si possa conoscere chi ha cumulato incarichi, per favorire il più possibile la rotazione.
Spingere affinche l’ingresso di professionisti esterni nella scuola avvenga sulla base di regole inglobate in un regolamento – quadro che disciplini l’attività contrattuale dell’istituto, richiedere ai propri sindacati assemblee sindacali tematiche di informazione e discussione (penso al tema delle pensioni e a quanti sono lasciati da soli a prendere una decisione su una materia cosi complessa).

PER QUESTI MOTIVI E’ IMPORTANTE RECARSI A VOTARE

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