Rottura insanabile tra insegnanti e comune di Bologna, 3 luglio sciopero maestre

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Comunicato stampa – Anche a  Bologna, come in tanti altri Comuni,  il vento sta cambiando  e non certo a favore del PD che l’amministra. Basta buttare l’occhio alla scuola comunale dell’infanzia, alla rottura che da tempo si è consumata fra insegnanti e amministrazione civica, al punto di arrivare allo sciopero, proclamato per il prossimo 3 luglio.

Si tratta di una scuola che negli anni ha coinvolto tutti i bambini bolognesi, che l’hanno molto amata, così come molto amata l’hanno  le insegnanti e le dade che l’hanno gestita. Era infatti la “loro” scuola, quella di cui portavano con orgoglio la responsabilità, valorizzate da amministratori e pedagogisti che hanno sempre avuto chiarissimo il principio che solo rispettando le insegnanti e conquistando, giorno dopo giorno, il loro consenso, la scuola poteva funzionare al meglio.
Le due gestioni di Cofferati e Merola hanno mostrato una totale inversione di rotta. E’ scomparsa la pedagogia. Le insegnanti sono state umiliate da un sindaco che pubblicamente ha detto di loro:” Francamente me ne infischio”.  La scuola è  diventata uno dei tanti uffici comunali, le insegnanti divise a metà con due contratti diversi, una parte trattata come le colleghe della scuola statale e una parte come impiegate esecutive, sottoposte fino a 7 ore di fila di insegnamento con classi di 25/ 28 bambini dai 3 ai 5 anni. Ed ora queste stesse insegnanti, già discriminate durante l’anno scolastico,  arrivate al 30 giugno, ultimo giorno di scuola, sono chiamate a fare i centri estivi. Il 3 luglio le insegnanti comunali sciopereranno per rivendicare uguali condizioni di lavoro, più autonomia professionale, più ascolto e più democrazia. Una delegazione chiederà di essere ricevuta dal Sindaco, ma sono quasi certe che  il “ me ne infischio”  risuonerà  tristemente di nuovo.

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