Rosy Bindi contro Galli della Loggia: “La scuola può essere solo inclusiva, per non lasciare indietro nessuno”

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La discussione sul concetto di scuola inclusiva è tornata prepotentemente al centro del dibattito pubblico, grazie alle dichiarazioni di Rosy Bindi.

Durante il programma “In altre parole” su La7, Bindi ha replicato alle osservazioni di Ernesto Galli Della Loggia, pubblicate sul Corriere della Sera, dove definiva la scuola inclusiva un “mito”.

Bindi ha sottolineato che la scuola rappresenta un microcosmo sociale, dove i bambini e i giovani iniziano a relazionarsi con il mondo esterno, apprendendo a convivere con la diversità. La scuola, secondo la sua visione, dovrebbe essere lo specchio di una società che riconosce e valorizza le differenze individuali, trasformando la diversità in una risorsa piuttosto che in un ostacolo.

L’idea di inclusività avanzata da Bindi va oltre la semplice accettazione delle differenze. Si tratta di un concetto più ampio che mira all’accoglienza attiva di coloro che si trovano in situazioni di maggiore difficoltà. Ciò include non solo gli studenti con disabilità, ma anche quelli provenienti da contesti familiari meno colti, da condizioni economiche disagiate, o che vivono lontano dalla scuola. L’obiettivo è di assicurare che nessuno venga lasciato indietro, promuovendo un’educazione equa e accessibile a tutti.

In questo contesto, il ruolo della scuola diventa cruciale per garantire che ogni studente riceva le opportunità e il supporto necessari per svilupparsi pienamente. La scuola inclusiva non è solo un luogo di apprendimento, ma anche un ambiente in cui si formano i cittadini di domani, capaci di vivere in una società sempre più diversificata e complessa.

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