Rossi Doria: esubero docenti riassorbito in organico di fatto. Non sono pianificati corsi di riconversione su sostegno

di Lalla
ipsef

red – L’On. Anita Di Giuseppe (IDV) ha presentato un’interpellanza affinche il Minister ridetermini gli organici in base alle vere esigenze della scuola, per arrestare il fenomeno degli esuberi del personale docente, che quest’anno interesserà 10.076 unità, soprattutto della scuola secondaria di II grado. Il sottosegretario Rossi Doria precisa le azioni del Ministero per evitare misure drastiche: riassorbimento dell’esubero in organico di fatto, costituzione di reti territoriali tra istituzioni scolastiche, definizione di un organico di rete. Il sottosegretraio precisa inolte che nessun corso di riconversione professionale sul sostegno è partito, né, per ora, è stato pianificato. Insoddisfatta della risposta l’On. Di Giuseppe, poichè non viene data una risposta risolutiva.

red – L’On. Anita Di Giuseppe (IDV) ha presentato un’interpellanza affinche il Minister ridetermini gli organici in base alle vere esigenze della scuola, per arrestare il fenomeno degli esuberi del personale docente, che quest’anno interesserà 10.076 unità, soprattutto della scuola secondaria di II grado. Il sottosegretario Rossi Doria precisa le azioni del Ministero per evitare misure drastiche: riassorbimento dell’esubero in organico di fatto, costituzione di reti territoriali tra istituzioni scolastiche, definizione di un organico di rete. Il sottosegretraio precisa inolte che nessun corso di riconversione professionale sul sostegno è partito, né, per ora, è stato pianificato. Insoddisfatta della risposta l’On. Di Giuseppe, poichè non viene data una risposta risolutiva.

Pubblichiamo il resoconto di seduta del 12 aprile 2012

"12 aprile 2012
Svolgimento di interpellanze urgenti (ore 12,40).
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.
(Iniziative per dare una soluzione definitiva al problema degli esuberi del personale docente – n. 2-01436)

PRESIDENTE. L’onorevole Di Giuseppe ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-01436, concernente iniziative per dare una soluzione definitiva al problema degli esuberi del personale docente (Vedi l’allegato A – Interpellanze urgenti).

ANITA DI GIUSEPPE. Signor Presidente, signor sottosegretario, l’Italia dei Valori è ancora qui a rappresentare le tante incongruenze che si sono verificate nel sistema di istruzione pubblica italiana e che si verificano ancora. Certo, noi vogliamo essere collaborativi, ma vorremmo anche poi che venissero adottate delle soluzioni per risolvere i problemi che ci sono oggi nella scuola italiana.
Il fatto è che a noi pare che comunque anche voi state dimostrando di non voler mettere mano seriamente a queste problematiche e anche questa volta ve ne presenteremo un’altra; infatti, nell’arco di tre anni sono stati esclusi dal sistema di istruzione pubblica italiano circa 90 mila docenti grazie alle varie circolari ministeriali che non sto qui ad elencare, circolari che hanno applicato l’articolo 64, quel famoso, ma altrettanto dannoso articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito nella legge 6 agosto 2008, n. 133, che ha veramente apportato danni al sistema di istruzione pubblica italiana. Pag. 45
Sono stati anni epocali questi ultimi, ma epocali a dire il vero in senso contrario, in senso altamente negativo, con una legge che avrebbe dovuto riorganizzare la rete scolastica e anche razionalizzare l’utilizzo delle risorse umane presenti nella scuola. Il fatto è che invece di riorganizzare e razionalizzare, purtroppo quella legge ha lasciato nel caos la scuola e ha allontanato il personale scolastico definitivamente dalla scuola. Tutto per fare cassa, questo lo devo dire, il duo Tremonti-Gelmini ha prodotto tagli e danni alla scuola, sono stati davvero geniali. Il risultato di tutto questo qual è stato? Innanzitutto a discapito della sicurezza degli edifici scolastici e poi della qualità stessa dell’offerta formativa della scuola.

Torniamo al tema dell’interpellanza: per effetto delle misure che ho esposto precedentemente, in questo anno scolastico 2011-2012 si sono determinati in tutta Italia ben 10.443 docenti in esubero, tra scuola primaria, medie e superiori. Questi sono tutti docenti, facciamo attenzione, di ruolo, non sono precari, lo sono diventati poi. Si tratta di docenti che assistono sempre, in una maniera evidente, alla contrazione delle ore di lezione della propria disciplina di insegnamento. Ripeto, signor sottosegretario, qui si tratta di docenti di ruolo, e voi lo sapete benissimo, dati alla mano.

Purtroppo, se non si adottano delle adeguate strategie e se non si adottano delle soluzioni entro il prossimo biennio, questi docenti rischiano di essere messi in mobilità e, ahimè, potrebbero essere anche licenziati. Il fenomeno investe un interesse sociale. Oggi si parla tanto di disoccupazione, ma si parla anche tanto di licenziamenti. Sottosegretario, quando si perde il lavoro bisogna tenere presente tutto ciò che deriva dalla perdita del lavoro. Vi prego di non lavarvene le mani e di risolvere il problema perché – lo ripeto – investe 10.443 docenti di ruolo.

Noi dell’Italia dei Valori, con questa interpellanza urgente chiediamo al Governo quali siano le sue intenzioni, cosa intenda mettere in atto per risolvere il problema dei docenti di ruolo in esubero e se non ritenete, sottosegretario, di rideterminare gli organici in base alle vere esigenze della scuola, soprattutto per arrestare il fenomeno. Noi intendiamo arrestare il fenomeno attraverso l’attenersi scrupolosamente al limite del numero degli insegnanti per classe imposto soprattutto dalle norme di sicurezza e di agibilità dei plessi scolastici, anche evitando la riconduzione forzata alle diciotto ore negli istituti di istruzione superiore, che va a costituire proprio un ostacolo alla continuità didattica.

Per quanto riguarda la continuità didattica, questi due termini non indicano qualcosa di astratto, perché quando si va a bloccare la continuità didattica, gli alunni devono iniziare un nuovo iter formativo. È chiaro infatti che quando si inizia un iter formativo bisogna tener presente quello che era l’iter formativo precedente e magari i ragazzi cambiano anche il metodo di lavoro che un insegnante stava adottando. Quindi, la continuità didattica non deve essere sottovalutata. Poi occorre ripristinare le compresenze nella scuola primaria e rinunciare alla revisione delle classi di concorso per l’insegnamento nelle scuole superiori. Ecco, questi potrebbero essere tutti criteri che sicuramente potrebbero salvaguardare la tutela del lavoro e il diritto al lavoro anche di questi insegnanti di ruolo.

PRESIDENTE. Il Sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca, Marco Rossi Doria, ha facoltà di rispondere.

MARCO ROSSI DORIA, Sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca. Signor Presidente, voglio intanto assicurare che il Ministero ed anche io personalmente seguiamo con grande attenzione queste materie, che per quanto mi riguarda sono questioni della mia vita in senso stretto. Gli onorevoli interpellanti sollecitano l’adozione di iniziative volte a dare definitiva soluzione alla questione degli esuberi del personale docente della scuola determinati dalle riduzioni organiche conseguenti al piano triennale di interventi Pag. 46e delle misure previste dall’articolo 64 del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito con modificazioni dalla legge n. 133 del 2008.

Preliminarmente si precisa che il complesso delle azioni previste da tale disposizione in materia di revisione e riordino del sistema scolastico si inquadra nel più ampio programma di razionalizzazione e contenimento della spesa per il pubblico impiego e si ispira ai principi di efficacia, efficienza ed economicità, che debbono caratterizzare l’impianto del moderno sistema amministrativo.

La presenza del personale della scuola in esubero costituisce una situazione patologica, che dipende principalmente da contesti locali legati all’andamento degli organici, a loro volta conseguenti all’incremento e alla diminuzione della popolazione scolastica.

Ne consegue che l’esubero si concentra in gran parte nelle regioni del sud, ove è maggiore il decremento della popolazione scolastica, secondo i nostri dati costante e consistente da vari anni. In dette regioni poi, oltre a tale fenomeno e in ragione della presenza della quasi totalità di personale di ruolo, ogni variazione degli organici derivante dal decremento degli alunni oppure dalla revisione degli ordinamenti voluta dall’articolo 64 della legge n. 133 del 2008, implica più facilmente la creazione di personale in esubero, dovuta anche al fatto che difficilmente il personale docente di tali regioni accede al pensionamento in via anticipata rispetto al limite di età. Dunque, è una situazione complessa.

Nell’anno scolastico corrente 2011/2012 l’esubero si è determinato in 10.706 unità docenti, in buona parte concentrato nella scuola secondaria di secondo grado, ove, accanto al riordino dei cicli, si è verificata la maggiore diminuzione della popolazione scolastica. L’esubero, tuttavia, viene determinato e conteggiato in organico di diritto, e viene poi riassorbito quasi completamente in organico di fatto. In altre parole, i docenti in esubero all’inizio dell’anno scolastico trovano possibilità di utilizzazione su posti derivanti da esoneri e comandi del personale di ruolo, su posti derivanti dall’unificazione degli spezzoni di orario disponibili utilizzabili solo in organico di fatto, su posti di sostegno (in deroga ai quali è possibile destinare il personale di ruolo in possesso del titolo di specializzazione e, in mancanza, anche il personale non specializzato).

La materia è regolata ogni anno da un contratto collettivo integrativo nazionale relativo alle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del personale docente. Dalla rilevazione effettuata nel corrente anno scolastico, per il tramite degli uffici scolastici regionali, è risultato che oltre il 90 per cento del personale in esubero è stato utilizzato su posti vacanti e disponibili, come sopra elencati.

Con riferimento ai corsi di riconversione, si precisa che nessun corso di riconversione professionale sul sostegno è partito, né, per ora, è stato pianificato.

Per quanto riguarda la proposta degli onorevoli interpellanti di rideterminare gli organici in base alle reali esigenze della scuola, si ricordano le nuove norme introdotte dall’articolo 50 del decreto-legge n. 5 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 35 del 2012, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e sviluppo. Tale disposizione prevede che con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, allo scopo di consolidare e sviluppare l’autonomia delle istituzioni scolastiche, potenziandone l’autonomia gestionale secondo criteri di flessibilità e valorizzando la responsabilità e la professionalità del personale della scuola, siano adottate delle linee guida dirette a conseguire, tra le altre, la finalità di definire per ciascuna istituzione scolastica un organico dell’autonomia, funzionale all’ordinaria attività didattica, educativa, amministrativa, tecnica e ausiliaria e alle esigenze di programmazione dei fabbisogni di personale scolastico.

Inoltre, tra le finalità alle quali sono dirette tali linee guida, figurano anche la costituzione, previa intesa in sede di Conferenza unificata, di reti territoriali tra istituzioni scolastiche, al fine di conseguire la gestione ottimale delle risorse umane, Pag. 47strumentali e finanziarie, nonché la definizione di un organico di rete, che consenta anche l’integrazione degli alunni con bisogni educativi speciali, la formazione permanente, la prevenzione dell’abbandono e il contrasto dell’insuccesso scolastico e formativo e dei fenomeni di bullismo o altri fenomeni in cui i ragazzi sono in evidente difficoltà, specialmente per le aree di massima corrispondenza tra povertà e dispersione scolastica stessa.

Infine, si informa che, con recente circolare ministeriale n. 25 del 29 marzo 2012, relativa alla determinazione delle dotazioni organiche del personale docente per l’anno scolastico 2012/2013, il prossimo anno scolastico, è stato fatto presente agli uffici periferici dell’amministrazione scolastica che «particolare attenzione dovrà essere riservata alle condizioni di disagio legate a specifiche situazioni locali riguardanti i comuni montani e le piccole isole, la limitata capienza delle aule, le aree con elevati tassi di dispersione e abbandono e quelle con un rilevante numero di alunni con cittadinanza non italiana».

PRESIDENTE. L’onorevole Di Giuseppe ha facoltà di replicare.

ANITA DI GIUSEPPE. Signor Presidente, signor sottosegretario, di certo nessuno può negare la sua vicinanza alla scuola e nella scuola quindi a noi fa anche piacere che ci sia un sottosegretario che di scuola se ne intende. Però, vede, quando ho gestito la scuola l’ho fatto sicuramente all’insegna dell’efficacia e dell’efficienza: che bei termini! Poi è arrivata l’economia, il terzo termine, ma sono convinta che comunque senza soldi non si canta messa, non si può arrivare all’efficacia e all’efficienza senza le risorse, come è vero che sono le regioni del sud le più penalizzate, perché in effetti in molti paesi del sud sono state chiuse le scuole. Noi dell’Italia dei Valori abbiamo sempre sostenuto che chiudere le scuole dei piccoli centri significa togliere il futuro a quei piccoli centri, per questo non siamo mai stati d’accordo sul sistema di riorganizzazione della rete scolastica così come prevista dal precedente Governo, quindi è chiaro che non mi posso ritenere soddisfatta della sua risposta perché in effetti una soluzione lei non ce l’ha data.

L’ho detto poco fa, sottosegretario, non dovete lavarvene le mani, perché quello che è stato fatto dal precedente Governo è stato fatto in un modo che ha determinato delle situazioni per la scuola veramente difficili. Governo tecnico o no, voi dovete dare delle risposte, ancor più proprio perché siete un Governo tecnico. Vedete, non dovete neanche temere di comportarvi in maniera diversa rispetto a quella che è stata adottata dal precedente Governo che in fatto di scuola mi pare che ne abbia combinate davvero tante e la scelta di togliere risorse alla scuola, secondo il nostro parere, è stata veramente una scelta deleteria, perché non soltanto ha prodotto la riduzione degli organici ma c’è stato proprio un impoverimento di quella che è l’offerta formativa della scuola. Vedete, questa riduzione di docenti della scuola avrà effetti deleteri quando poi andranno a regime i quadri orari della riforma Gelmini, soprattutto nelle scuole secondarie e di secondo grado. Se poi si aggiungono le misure che sono state adottate e che sono partite dal 1o gennaio di quest’anno, sull’aumento dell’età pensionabile voi capite che l’opera sarà veramente completata perché il quadro veramente sarà poi un quadro allarmante.

Ecco perché noi dell’Italia dei Valori interroghiamo spesso il nuovo Governo sul tema della scuola, perché non vediamo tanto roseo il futuro della scuola, signor sottosegretario. Le soluzioni che finora sono state messe in atto per arginare il fenomeno della precarizzazione sia per il personale di ruolo che per quello non di ruolo non sono state adeguate, a nostro avviso, perché hanno offeso quella che è la professionalità stessa dei docenti. Pensiamo anche alla nota n. 272 del marzo 2011, a quella del 21 aprile 2010, a quella dell’11 maggio 2010, note che hanno anticipato il decreto di riordino delle stesse classi di concorso: quello è un altro grosso impiccio, sottosegretario, perché i criteri Pag. 48di determinazione dell’insegnamento sono a dir poco atipici, ma oltremodo poco rispettosi di quella che è la didattica delle discipline interessate.

Poi, ci sono altre due questioni. La prima riguarda l’intenzione del vostro Ministero di sostituire i docenti di sostegno – proprio lei lo diceva poco fa – con i docenti di ruolo sovrannumerari con un corso online. Insomma, ancora una volta una guerra tra poveri, perché invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambia: o rimangono senza lavoro gli insegnanti di sostegno o rimangono senza lavoro i docenti di ruolo in esubero, quindi è uno spostare il problema sull’una o sull’altra categoria e questo a noi veramente non sembra una soluzione al problema che io le ho posto. Poi, l’assolvimento di un compito così delicato che è quello di integrazione e socializzazione degli alunni disabili credo che necessiti di personale che abbia determinate competenze, di professionalità specifiche e di certo non ci può esser un corso online che dia poi queste professionalità.

Poi la seconda questione è proprio una chicca. Mi scusi se affronto anche questo problema che è la chiamata diretta degli insegnanti. L’idea della chiamata diretta, l’obiettivo della chiamata diretta è quello di far scegliere al preside i migliori insegnanti, evitare i fannulloni. Insomma, si fa per migliorare quella che è la qualità della scuola. Io non ne sono convinta, noi del gruppo dell’Italia dei Valori non ne siamo convinti, perché di certo questo non significa migliorare la qualità della scuola. Mi pare che, come l’altro Governo, ci sia l’intenzione di aziendalizzare la scuola. E poi avete mai pensato all’esagerato arbitrio che ci potrebbe essere da parte del dirigente scolastico che sceglie?

Certo, in Lombardia è partita la sperimentazione con la benedizione del Ministro Profumo, però noi riteniamo che non si possa scegliere un insegnante tanto perché quell’insegnante accetta quella che è la linea della scuola, soprattutto perché è uno schiaffo a quella che è la molteplicità delle idee che ha sempre caratterizzato la scuola pubblica, e soprattutto va a farsi friggere quella che è la libertà di insegnamento dei docenti stessi.

Vedete, la scuola italiana fa e ha fatto i conti – concludo – in questi ultimi anni con il taglio delle risorse, però la struttura organizzativa della scuola ci ha rimesso, ci rimetterà l’offerta, il piano dell’offerta formativa che è il cuore pulsante della scuola stessa perché è da lì che parte l’educazione e la formazione degli alunni. Voglio ricordare una frase che ho letto in un’intervista sul quotidiano la Repubblica, una frase che è stata pronunciata dal grande maestro Lodi, l’eccezionale secondo me e straordinario maestro Lodi. Il maestro Lodi sostiene in quell’intervista che la scuola italiana deve produrre menti ben fatte.

Ecco, una scuola che è così ridotta, dove sono state tagliate risorse, non solo per quanto riguarda le risorse economiche ma anche gli insegnanti (i docenti che vengono cacciati dalla scuola stessa), quali menti ben fatte può produrre?

Questo è l’interrogativo che a un certo punto voi, sottosegretario, vi dovete porre se veramente si crede a quello che è il sistema di istruzione, formazione ed educazione della scuola italiana (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)."

Esuberi e riconversione. La situazione per ogni ordine di scuola e le classi di concorso coinvolte

Scuola primaria in Sicilia è tutta un esubero

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief
soloformazione