Rossi Doria: 50% delle immissioni in ruolo andrannno alle Graduatorie ad esaurimento. Un compromesso

Di Lalla
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red – Intervista dell’Unità al sottosegretario Rossi Doria sull’imminente emanazione del concorso per 11.892 posti. Una delle risposte è particolarmente significatica della diversa prospettiva da cui Ministero e docenti guardano il concorso. Rossi Doria parla invece di compromesso accennando al fatto che il 50% delle immissioni in ruolo rimarranno alle Graduatorie ad esaurimento, e che l’emanazione del concorso rappresenta la volontà di ripristinare il dettato costituzionale.

red – Intervista dell’Unità al sottosegretario Rossi Doria sull’imminente emanazione del concorso per 11.892 posti. Una delle risposte è particolarmente significatica della diversa prospettiva da cui Ministero e docenti guardano il concorso. Rossi Doria parla invece di compromesso accennando al fatto che il 50% delle immissioni in ruolo rimarranno alle Graduatorie ad esaurimento, e che l’emanazione del concorso rappresenta la volontà di ripristinare il dettato costituzionale.

Potrebbe dunque accadere che le graduatorie ad esaurimento scorrano più lentamente rispetto a quanto accaduto negli ultimi anni. Questo si verificherà in quelle province in cui negli ultimi anni le immissioni in ruolo erano destinate per il 100% alle graduatorie ad esaurimento, a causa dell’esaurimento della relativa graduatoria del concorso.

I precari lo considerano un "concorso truffa" perchè li costringe a rimettersi in gioco per accedere nuovamente al 100% delle possibilità di immissione in ruolo. Diversa invece la situazione per quelle classi di concorso e province in cui è ancora presente la Graduatoria del concorso.

Il sottosegretario non avverte quindi penalizzazione alcuna per i docenti in graduatoria ad esaurimento, dato che potranno partecipare al concorso non perdendo la posizione acquisita in questi anni nella graduatoria ad esaurimento.

E ancora, sebbene il costo del concorso venga quantificato tra i 120 e 150 milioni, il sottosegretario non lo considera uno spreco (è stato uno dei punti su cui hanno più insistito in questi giorni precari e sindacati) "il vero spreco è nella vetustà degli edifici, spendiamo 8 miliardi l’anno di riscaldamento. E’ una cifra che si potrebbe dimezzare, ci stiamo muovendo, di concerto con gli enti locali, con il CIPE e la cassa depositi e prestiti"

L’intervista

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