Rosolino: “La salute? Si costruisce giorno per giorno, come una medaglia. A scuola portavo carote e mele, quando gli altri bambini mangiavano solo merendine”

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Massimiliano Rosolino, leggenda del nuoto italiano, ha percorso più chilometri in acqua che sulla terraferma: ben 50 mila. Un’impresa titanica compiuta “in assenza di gravità”, come ha ironicamente sottolineato l’ex atleta durante la presentazione della campagna nazionale di sensibilizzazione sull’osteoartrosi “Not a Good Moarning” di Ibsa Italy.

L’obiettivo della campagna è puntare i riflettori su una patologia spesso sottovalutata, che colpisce le articolazioni causando un progressivo deterioramento. In Italia si stima che oltre 4 milioni di persone, prevalentemente over 50, ne soffrano.

L’importanza del movimento, a tutte le età

Rosolino, oggi 45enne, ha abbandonato l’agonismo, ma non lo sport. Anzi, ne sottolinea l’importanza a qualsiasi età, come mezzo per prevenire patologie come l’osteoartrosi.

“Da quando mio padre si è ammalato di Alzheimer cammina di meno”, racconta in un’intervista a Vanity Fair il campione. “Bisogna esortarlo a uscire, a fare delle passeggiate. Ma quando esce di casa e fa almeno un chilometro a piedi, dopo sta decisamente meglio. Dobbiamo ‘rieducarci’ tutti al movimento”.

Sintomi subdoli e la “donna pietrificata”

La campagna “Not a Good Moarning” si concentra sui sintomi subdoli dell’osteoartrosi, come la rigidità mattutina che si manifesta dopo periodi di inattività prolungata. Per dare un’immagine tangibile a questa condizione, la campagna ha scelto come simbolo una statua raffigurante una donna “pietrificata” mentre si alza dal divano nelle prime ore del mattino.

La statua, apparsa a Milano in piazza XXV Aprile, rappresenta le difficoltà e le limitazioni quotidiane che l’osteoartrosi comporta. La campagna proseguirà il suo tour italiano facendo tappa a Roma dall’8 all’11 giugno e a Napoli dal 14 al 17 giugno.

“Non bisogna avere paura di dire ‘Non mi sento bene’“, sottolinea Rosolino, che oggi si mantiene in forma praticando diverse discipline sportive. “Nello sport non c’è bisogno di essere campioni. Io corro, ma non sono bravissimo, e mi capita talvolta di provare dolore. Ho quindi iniziato a praticare anche Yoga e Pilates. Del resto, si sa: lo sport è l’unica dipendenza che ha solo effetti collaterali buoni!”.

L’osteoartrosi: un approccio multidisciplinare

Le cure per l’osteoartrosi si basano su un approccio graduale che mira a controllare il dolore e rallentare la degenerazione articolare. Si va dai farmaci antinfiammatori alle infiltrazioni di acido ialuronico, fino alla sostituzione protesica nei casi più gravi.

Rosolino evidenzia come, nonostante il dolore, sia fondamentale non abbandonare l’attività fisica. “La prima cosa che le persone fanno quando si affacciano i disturbi dell’osteoartrosi è togliere di mezzo lo sport”, spiega l’ex nuotatore. “Ma se è vero che esagerare con un certo tipo di attività spinta oltre la preparazione fisica può far male, è vero anche che lo sport ha un potenziale impossibile da non sfruttare”.

Le “regole” del benessere secondo Rosolino

Dalla sua esperienza di atleta, Rosolino ha tratto importanti lezioni di vita che applica quotidianamente: “Dallo sport ho imparato l’importanza di prendermi cura del corpo e di averne rispetto”.

Il suo stile di vita si basa su alcune regole fondamentali: dormire almeno 7 ore a notte, praticare attività fisica quotidianamente, dedicare del tempo alla meditazione e alla respirazione, e seguire un’alimentazione bilanciata.

“Sono molto rigido in questo senso”, ammette Rosolino, sottolineando l’importanza di un’alimentazione sana e consapevole. “Dobbiamo fare prevenzione non per ritardare, ma per non arrivare proprio a certi sintomi. Sei la mia Ferrari, devi mangiare bene e a scuola portavo carote e mele, quando gli altri bambini mangiavano solo merendine”.

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