Romanelli (SEL). “Solidarietà agli abilitati del TFA presi in giro dal Ministero”

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SEL Toscana – Oggi a Roma i precari della scuola, in questo caso gli abilitati Tfa (Tirocinio Formativo Attivo), sono tornati a protestare contro le false promesse del Ministero dell’Istruzione, lo sbarramento alla stabilizzazione lavorativa deciso dal Governo e per difendere il titolo conseguito. A loro va la mia piena solidarietà” – dichiara il Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia e Libertà Mauro Romanelli.

SEL Toscana – Oggi a Roma i precari della scuola, in questo caso gli abilitati Tfa (Tirocinio Formativo Attivo), sono tornati a protestare contro le false promesse del Ministero dell’Istruzione, lo sbarramento alla stabilizzazione lavorativa deciso dal Governo e per difendere il titolo conseguito. A loro va la mia piena solidarietà” – dichiara il Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia e Libertà Mauro Romanelli.

“Ricordo che ci sono migliaia di docenti abilitati durante la scorsa estate attraverso i “Tirocini Formativi Attivi” (TFA): questi docenti hanno diritto a poter utilizzare da subito la qualifica ottenuta, qualifica che è costata tanti soldi e che ha comportato una dura selezione (150mila aspiranti per 22mila posti, ma superata solo da 11mila), corsi, esami e tirocini”.

“Ora con l’introduzione dei Percorsi Abilitanti Speciali (PAS) si crea nuova confusione e nuovi canali di reclutamento, creando una tragica situazione di guerre tra poveri, penalizzando oltremodo appunto chi ha ottenuto il TFA”.

“Un vero caos, che comporta una lesione di diritti acquisiti, esattamente come avviene per chi è uscito dalle vecchie Ssis, Scuole di specializzazione all’insegnamento secondario, ora abolite”.

“Si tratta di una situazione incivile, di inaudita gravità: una vera e propria truffa da parte dello Stato contro cittadini che si sono visti cambiare le regole in corso d’opera. Fossi un abilitato Siss o Tfa, valuterei di ricorrere alla Corte di Giustizia Europea”

“Ci domandiamo se sia mai possibile che in Italia non si riesca una volta per tutte a creare regole certe e durature per il reclutamento degli insegnanti. Ci domandiamo se la politica si diverte a creare e incrementare un precariato sempre più esteso e sempre più disperato, favorendo guerre tra poveri, mentre si continuano a foraggiare le scuole private, e si immettono in ruolo insegnanti di religione cattolica scelti dal vescovo e senza esami o concorsi”.

“Chiediamo al Governo finalmente di prendere in mano la questione scuola, di fare un vero piano di investimenti nell’Istruzione, l’Università e la Ricerca Pubbliche, dando in tempi definiti risposte certe a tutti i precari, definendo come criteri guida l’aver superato concorsi o percorsi abilitanti, e certamente anche l’esperienza di insegnamento, però in scuole pubbliche, non certo private” – conclude Romanelli.

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