Roccella: “Più Centri per la Famiglia e un approccio culturale per sostenere la maternità”

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La ministra per la Famiglia Eugenia Roccella è stata protagonista al Festival dell’Economia di Trento, tra alcune sparute proteste. Il suo obiettivo è potenziare la rete dei “Centri per la Famiglia” che attualmente varia tra 500 e 600 strutture, con una disomogenea distribuzione sul territorio.

“Vogliamo che siano Centri disegnati proprio per dare sostegno alle famiglie nel compito educativo. Ne prevediamo di più con un investimento iniziale di 30 milioni, da incrementare con ulteriori risorse assegnate attraverso accordi con le Regioni”, ha spiegato Roccella.

Affrontando il tema dell’inverno demografico, al centro dell’agenda del governo, la Ministra ha ricordato come nella prima e seconda Finanziaria siano stati stanziati complessivamente 3 miliardi, “producendo 16 miliardi di benefici diretti e indiretti per le famiglie”.

Una delle critiche mosse è che le misure premino soprattutto le donne con contratti stabili. “I posti a tempo indeterminato per donne sono aumentati di 260mila – ha replicato Roccella – Ma certamente la precarietà va ridotta, anche per le libere professioniste su cui interverremo”.

Oltre all’assegno unico esteso a tutti, Roccella punta sugli asili nido gratuiti dal secondo figlio e sulla costruzione di nuove strutture con i fondi del PNRR. Sul rientro al lavoro dopo la maternità, confida nel “codice deontologico” per la responsabilità sociale d’impresa e nella certificazione di genere.

“Essere madre o non esserlo deve essere una libera scelta – ha affermato – Non è solo un problema di provvedimenti economici, serve anche un approccio culturale come dimostra l’esperienza di altri Paesi”.

Sulle proteste, la Ministra ha osservato “una certa ostilità non solo verso il governo ma in generale verso il mondo della maternità”, ribadendo la necessità di rafforzare il sostegno alla genitorialità.

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