Roberto Mancini: un modello per la dirigenza scolastica. Lettera

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Inviata da Enrico Maranzana – L’Italia ha vinto gli europei di calcio. Il contributo dell’allenatore Roberto Mancini è stato essenziale. Egli ha saputo costituire un gruppo coeso, collaborativo, in cui tutti i giocatori, per conquistare il prestigioso trofeo, hanno messo a frutto, sinergicamente, le loro potenzialità.

“Bisogna divertirsi, solo così si vince” è stata la sua esortazione.

La qualità del servizio scolastico farebbe uno stupefacente miglioramento se i dirigenti scolastici facessero tesoro dello stile di guida dell’allenatore italiano.

Ecco le analogie.
Alla squadra italiana di calcio corrisponde il Consiglio di classe. Alla conquista del prestigioso trofeo corrisponde la specificazione dei risultati attesi. A tal fine il dirigente vincolerà gli organismi strategici collegiali al rispetto del mandato ricevuto.

Questi dovranno fornire l’elenco delle capacità che gli studenti devono dimostrare di possedere al termine dell’itinerario scolastico [art. 2 legge 53/2003 “sviluppare le capacità e le competenze, attraverso conoscenze e abilità”]. Si tratta della piattaforma costitutiva del gruppo di lavoro.

A mettere a frutto sinergicamente le loro potenzialità corrisponde la dilatazione dell’immagine delle materie d’insegnamento.
Dilatazione prevista sia dai regolamenti di riordino del 2010 [La pratica dei metodi di indagine propri dei diversi ambiti disciplinari], sia dalla griglia di valutazione del colloquio dell’esame di Stato [Acquisizione dei contenuti e dei metodi delle diverse discipline del curricolo].

Dilatazione che conduce al superamento della visione statica del sapere: sui libri sono riportati solamente i risultati, organicamente strutturati, delle ricerche e degli approfondimenti. Questi, come diceva Albert Einstein, “sono cosa morta”.

Dilatazione che fornisce lo spazio per l’unificazione degli insegnamenti: notevoli sono le sovrapposizioni tra i metodi disciplinari delle diverse materie.

Dilatazione essenziale per il successo formativo: i processi attraverso cui le capacità si manifestano hanno un andamento del tutto analogo a quello prodotto dai metodi disciplinari. Si può pertanto affermare che gli studenti conquisteranno i traguardi educativi se coinvolti in attività di ricerca in cui, risolvendo problemi disciplinari e applicando i relativi metodi, giungono autonomamente al sapere.

A “Bisogna divertirsi, solo così si vince” corrisponde l’evoluzione della funzione docente: muoverà sul versante sperimentale.

Saranno progettate, gestite e verificate situazioni di lavoro, per realizzare le ipotesi formulate. Situazione coinvolgente perché l’origine e il senso dell’attività del Consiglio di classe diventano tangibili.

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