Riunioni, progetti, lezioni da preparare e compiti da correggere: quanto lavoro extra per gli insegnanti!

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Quanti progetti che non finiscono mai. Gli adempimenti da portare avanti durante l’anno scolastico. Per non parlare delle riunioni. Sono alcuni dei malumori ormai divenuti classici degli insegnanti, che quotidianamente ci raccontano attraverso le lettere o i commenti sui social.

Le attività, anche in questo caso, sono sommerse, nel senso che rubano molto tempo e non sono riconosciuti nel contratto, al pari delle verifiche e la preparazione delle lezioni.

Verbali delle riunioni, progettazione e stesura di progetti didattici e tutoraggio degli stessi progetti, tutoraggio e monitoraggio PCTO, programmazione del lavoro per classe e spesso per alunno, ore e ore al Registro elettronico, colloqui con gli studenti, assistenza durante gli intervalli (io non posso mai andare in bagno, mai) . Sono tutte ore extra. E sono tante. Per non parlare delle mail inviate ai dirigenti per chiedere qualsiasi cosa, o delle ore di attesa per essere ricevuti“, scrive una docente sulla nostra pagina Facebook.

L’insegnante, lamentano moltissimi lettori, dovrebbero concentrarsi per lo più sulla sua funzione originaria, ovvero quella prettamente didattica.

Invece, come denunciano i nostri utenti, oggi si porta avanti la figura del “docente-burocrate”, che spesso deve fare i salti mortali per far quadrare tutte le attività assegnatogli.

E per di più si porta avanti il solito ritornello che gli insegnanti lavorano 18 ore a settimana e hanno 3 mesi di ferie.

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