Ritorno in classe, un genitore su tre non è soddisfatto della didattica a distanza. E agli alunni mancano i propri compagni

L’emergenza Coronavirus ha interessato tutto il sistema sociale che eravamo abituati a conoscere, il quale ha subito una repentina e drastica riorganizzazione.

Uno dei settori su cui la pandemia ha avuto e sta avendo un effetto incisivo è quello scolastico. Altroconsumo ha quindi realizzato un’indagine sulle conseguenze che il Covid-19 ha generato sulla scuola e su come hanno reagito bambini e genitori delle scuole elementari all’introduzione, destabilizzante ma necessaria, della didattica online.

Dall’inizio dell’emergenza sono rimasti a casa otto milioni di studenti italiani, che hanno saltato il 30% dei giorni di scuola. Le lezioni tradizionali, durante il lockdown, sono state sostituite dalla didattica online, un metodo di insegnamento innovativo ma che ha dato vita a diverse problematiche, sia per gli alunni che per i genitori. Infatti, solo il 27% degli italiani si dichiara soddisfatto di questa soluzione. I metodi e le tempistiche di insegnamento adottati sono stati diversi, spesso cambiavano anche fra classi della stessa scuola, in base alla composizione del gruppo e alle necessità delle diverse famiglie.

Questa situazione non ha solo gravato sui più piccoli, ma anche sui genitori che hanno dovuto provvedere ai supporti tecnologici adeguati per i figli e supportarli nell’utilizzo, oltre che assisterli durante i compiti a casa. Il 15% delle famiglie ha dovuto acquistare i dispositivi per permettere ai bambini di seguire le lezioni e solo nel 7% dei casi la scuola ha prestato loro gli strumenti.

Parlando del supporto dato dai genitori, l’82% afferma che il figlio ha avuto bisogno di aiuto con la didattica a distanza, specialmente nell’organizzazione della giornata (58%), per chiarire dubbi sugli esercizi da svolgere (52%) e per capire in maniera più approfondita degli argomenti da studiare (44%), ma anche per utilizzare i mezzi tecnologici stessi (30%). Inoltre, va considerato che la responsabilità di assistere i più piccoli nelle lezioni è ricaduta maggiormente sulle madri (nel 59% dei casi le uniche ad occuparsene) che hanno dovuto, più degli uomini, riorganizzare la loro vita lavorativa in base alle nuove esigenze dei figli.

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