Ritorno in classe, Speranza: “Non c’è mossa risolutiva per Covid, lezioni in presenza sono la priorità”

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“Sarebbe bello dire che” per scongiurare il rischio Covid nelle scuole “basta una mossa e risolvi tutti i problemi. Purtroppo non è così facile”.

Posto che “le scuole sono e restano una priorità”, anche in questo contesto “per battere il virus serve un ventaglio di misure, di accortezze, di comportamenti che noi gradualmente abbiamo provato a mettere in campo. Lavoreremo perché all’apertura delle scuole si possano creare condizioni di sicurezza e di lezioni in presenza: questi sono i due obiettivi” ribaditi dal ministro della Salute, Roberto Speranza, rispondendo in un’intervista a RaiNews24 a una domanda sulla ventilazione meccanica definita dal ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, “una misura aggiuntiva”.

“Le scuole sono un punto decisivo – ha assicurato Speranza – Nella prima fase” della pandemia di Covid, “purtroppo, quando non c’erano altri strumenti siamo stati costretti a interrompere le lezioni anche per un tempo lungo. Nella fase successiva, in cui vaccini hanno chiaramente cambiato la partita che si giocava contro il virus, abbiamo ristretto il più possibile l’opzione della chiusura e gradualmente abbiamo anche superato la didattica a distanza. Io capisco che si cerca una soluzione ottimale che da sola riesce a risolvere tutti i problemi, ma purtroppo non è così – ha ripetuto – Diciamo di tenere le finestre aperte, abbiamo fatto linee guida sulla ventilazione meccanica”.

Ma “se andate a vedere in giro per il mondo, nei Paesi europei, gli scienziati ci dicono che non basta una soluzione. Vale anche per le mascherine: sono fondamentali, ma anch’esse vanno inserite in un quadro più largo di iniziative che si mettono in campo”.

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