Ritorno in classe, Sasso: “Chiudere la scuola è improponibile. Domani sarò a Bari, visiterò scuola che ha installato purificatori d’aria”

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Il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso, in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno, fa il punto in vista del ritorno in classe.

“La situazione è delicata, ma chiudere la scuola è improponibile. Vorrei ricordare che ci sono 300 mila studenti disabili, di cui nessuno parla, che hanno sofferto più di tutti con la didattica a distanza. E tanti genitori mi chiedono di tenere conto, oltre che della curva della pandemia, anche di quella della deprivazione culturale e della mancanza di socialità. Anche a causa della chiusura delle scuole, gli atti di autolesionismo tra i più giovani, stanno aumentando”

Poi l’annuncio: “Ci sono dirigenti scolastici che grazie ai fondi messi dal governo hanno reso più sicure le proprie scuole. Come è accaduto anche a Bari. Domani sarò personalmente al liceo Salvemini dove, come ha riportato proprio la vostra testata, la preside Gesmundo ha optato per questa scelta che mi risulta essere stata fatta anche da altri dirigenti. In tutti gli istituti dove ci sono impianti di areazione si è vista la differenza rispetto alle infezioni. Ho il totale rispetto dei dirigenti che protestano. Vanno non solo ascoltati, ma anche offerte loro soluzioni. La scuola è un servizio pubblico essenziale e a chi ci lavora, in particolare in questo momento, non posso che dire grazie. Ma ancora di più lo dico a chi si organizza e si adopera in ogni modo pur di non chiuderla. Le risorse disponibili devono essere spese bene”.

Il sottosegretario visiterà il liceo lunedì proprio per “premiare” il lavoro della dirigente e l’utilizzo sapiente dei fondi ministeriali anti-Covid, con i quali sono stati acquistati 58 purificatori d’aria.

A La Repubblica, la preside spiega: “Perché c’è un’endemia e dobbiamo convivere con il virus: porteremo le ffp2, i ragazzi devono vaccinarsi e proteggeremo chi non lo ha fatto. Ma dobbiamo riaprire la scuola. La didattica a distanza ha fatto troppi danni psichici ed educativi: è stata micidiale. Non è più possibile pensare di stare a casa. Poi non posso chiudere la scuola e vedere gli studenti andare in giro il pomeriggio perché è tutto aperto. L’ho sempre pensata così”.

Poi spiega: “Non condivido assolutamente l’appello dei presidi I miei colleghi sono pagati per assumersi le responsabilità e per tenere la scuola aperta. La dad non è da demonizzare in assoluto ma sono passati due anni, non siamo più in emergenza. Non l’abbiamo saputa gestire? Questo è un altro discorso, ma non devono pagare i ragazzi perché loro sono il futuro. Non sono d’accordo con quella minoranza di colleghi che ha firmato e né con il governatore campano Vincenzo De Luca”.

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