Ricciardi: “Cambiare mansione ai docenti che non si vaccinano, vadano in segreteria o in biblioteca”

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Per un rientro a scuola sicuro a settembre “dobbiamo agire adesso, ma dobbiamo agire con i fatti. Il che significa evitare gli errori dello scorso anno. E non mi pare che questo stia succedendo”. Serve “rafforzare i trasporti, migliorare la protezione delle aule scolastiche, vaccinare gli insegnanti”.

Così Walter Ricciardi, ordinario di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica e consigliere scientifico del ministro della Salute Roberto Speranza, intervenuto ad ‘Agorà estate’, su Rai Tre.

Poi aggiunge: “Il personale scolastico ha manifestato grande sensibilità per la vaccinazione anti Covid. C’è una percentuale alta di vaccinati. Ma se ci sono persone che non si vogliono vaccinare e che lavorano con bambini sotto i 12 anni, li si sposta ad un altro lavoro. Vanno in segreteria, vanno in biblioteca. Ma il lavoro, a contatto con le persone deve essere soltanto per chi protegge se stesso e quindi anche gli altri”. 

Già mercoledì il consigliere scientifico del Ministero della Salute si era espresso in merito alla vaccinazione degli insegnanti proponendo l’obbligo vaccinale così come così accade per i medici.

L’affondo di Ricciardi: “Obbligo vaccinale per docenti e Ata come i medici. Se non vuoi vaccinarti, non insegni ai bimbi”

Con la variante Delta, oggi, “anche se si è vaccinati si può essere infetti”. Questa variante, “buca perfino il doppio ciclo vaccinale”, perché “conferisce una certa protezione contro la malattia grave e l’ospedalizzazione” ma “nel 30-35% dei casi determina infezione anche nei soggetti che hanno fatto la seconda dose di vaccino, figuriamoci una sola”. 

Ricciardi ha sottolineato che la necessità di vaccinare al più presto è legata anche al fatto che “più esitiamo più lasciamo la possibilità al virus di selezionare varianti che non solo bucano il vaccino per l’infezione ma lo bucano anche per la protezione. In questo momento stiamo guardando con grande cautela alla variante Delta Plus in India e a una variante Lambda, che è stata isolata in Perù e che ci preoccupa molto. Per cui vacciniamo presto, in maniera tale da proteggere le persone dall’ospedalizzazione e dalla malattia. E poi prendiamo le decisioni mano mano che emergono le conoscenze sulle varianti che nel mondo emergono. Perché in Europa abbiamo vaccinato il 50% della popolazione, ma in Africa l’1%, in Asia il 3%. Quindi il virus ha oggi centinaia di milioni di persone su cui si può esercitare per cercare di aggirare le nostre difese”.

Infine: il Green pass ‘all’italiana’, dopo una sola dose “va messo in archivio”. La certificazione “può essere
esclusivamente dopo le due dosi. Ma su questo ormai c’è un accordo di tutti”. Sul tema “credo si stia procedendo. Non sono addentro al meccanismo decisionale a livello di Governo, però so che stanno andando in quella direzione”.

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