Ritorno in classe, responsabilità dei presidi in materia di sicurezza anti Covid-19. NOTA UFFICIALE [PDF]

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Con la nota n.1466 del 20 agosto 2020, il capo dipartimento del Ministero dell’Istruzione, Max Bruschi, fa il punto sulle responsabilità dei presidi in materia di prevenzione e sicurezza riguardo l’emergenza Covid-19.

NOTA UFFICIALE

Il perdurare dell’epidemia, l’esigenza primaria di riapertura delle istituzioni scolastiche, la tranquillità dell’intera comunità educante e la tutela dell’azione dei dirigenti scolastici richiedono alcune precisazioni.

In merito alla responsabilità dei dirigenti scolastici, ricorda il Ministero, già la circolare Inail n.22 del 20 maggio 2020, ha precisato che “il riconoscimento dell’origine professionale del contagio, si fonda in conclusione, su un giudizio di ragionevole probabilità ed è totalmente avulso da ogni valutazione in ordine alla imputabilità di eventuali comportamenti omissivi in capo al datore di lavoro che possano essere stati causa del contagio”

Non possono, perciò, scrive Bruschi, “confondersi i presupposti per l’erogazione di un indennizzo Inail (basti pensare a un infortunio in “occasione di lavoro” che è indennizzato anche se avvenuto per caso fortuito o per colpa esclusiva del lavoratore), con i presupposti per la responsabilità penale e civile che devono essere rigorosamente accertati con criteri diversi da quelli previsti per il riconoscimento del diritto alle prestazioni assicurative”.

Ritorno a scuola e responsabilità penale dirigenti scolastici, Ministero: timori ingiustificati. La nota

Nei giorni scorsi i dirigenti scolastici hanno più volte spiegato il bisogno di chiarimenti sulle responsabilità penali che andrebbero a ricadere sugli stessi in vista di possibili contagi a scuola, anche perché “Non ci aspettavamo risalita dei contagi, tutto si è complicato” ha spiegato Antonello Gianelli, presidente dell’Anp. “Il covid è equiparato a un incidente sul lavoro” hanno spiegato i presidi. Secondo il Cts sono “immotivate le preoccupazioni dei dirigenti” poiché c’è “la Legge 40 del 5 giugno 2020” che li tutela. Ma per Giannelli questa non sarebbe sufficiente, giacché “l’innovazione riguarda esclusivamente la responsabilità civilistica di cui all’articolo 2087 del Codice civile e non quella penale”.

Paola Serafin, segretaria nazionale CISL Scuola con delega per la Dirigenza Scolastica, ha chiesto “che si mantengano gli impegni assunti e che si intervenga sulla responsabilità penale del personale scolastico che sarebbe altrimenti lasciato in balia del contenzioso, sempre più diffuso e certamente amplificato da tutti gli adattamenti necessari per prevenire il rischio di contagio da Covid 19 nelle strutture scolastiche“.

Abbiamo spiegato più nel dettaglio in Studente che si ammala di COVID a scuola è come vittima di infortunio, ecco perché i Dirigenti protestano

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