Ritorno in classe, referenti Covid lavorano H24 da due anni in cambio di compensi ridicoli e con le Asl che non rispondono, Anief: dad sempre più inevitabile

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La scarsa gestibilità del piano organizzativo che sta predisponendo il Governo sui casi Covid nelle scuole non è un’ipotesi del sindacato, ma un fatto oggettivo: in presenza di contagi, infatti, i distretti sanitari rispondono non prima di tre giorni alle richieste dei referenti Covid e ormai non vi sono i tempi utili per effettuare l’annunciato screening da fare prima del rientro in classe dopo le festività natalizie.

A confermarlo è oggi Il Fatto Quotidiano, che riporta “i disagi emersi da settembre, dalla Lombardia alla Sicilia” e la “forte preoccupazione per il rientro di gennaio” del personale che deve gestire la pandemia negli istituti: sono insegnanti che per la miseria di “mille euro l’anno lordi quando va bene senza alcun riconoscimento per il tempo dedicato alla causa nei festivi o di sera”, si ritrovano “allo stremo” considerando che “da due anni non hanno più un giorno di riposo, ma sono perennemente al telefono con le famiglie e con gli operatori Asl di riferimento”.

Alla luce di questi dati, Anief conferma la sua posizione fortemente critica nei confronti delle disposizioni che stanno scaturendo prima dalla cabina di regia e per dal Consiglio ministri previsti nel pomeriggio di oggi: “Il Governo farebbe bene a fare prima di tutto un bagno di realtà – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -, perché i tracciamenti del virus nelle scuole non si sono mai visti, tranne rare eccezioni. In caso di contagi, si stanno approvando dei protocolli che fanno entrare in quarantena, oppure mantengono gli alunni in classe con mascherine comprate a loro spese, dando per scontato che le strutture sanitarie siano in grado di fornire risposte immediate alle scuole. Invece, il più delle volte le scuole sono abbandonate a loro stesse. Considerando che si fa lezione nelle stesse condizioni di due anni fa, prima dell’arrivo del Covid, quindi in aule piccole, troppi alunni e personale ridotto all’osso, ai dirigenti scolastici non rimane che fare scattare la didattica a distanza”.

“Allora, tanto vale che si proceda subito con la dad – sostiene il sindacalista autonomo – facendo cadere gli inutili obblighi di possesso vaccinale e del Green Pass, che riducono solo ulteriormente il personale scolastico. Infine – conclude Pacifico – la vicenda dei referenti Covid malpagati e non considerati conferma la bontà della nostra battaglia per introdurre nuove figure professionali nella scuola, con riconoscimenti economici e indennità ad hoc che non si comprende per quale motivo solo a docenti e Ata continuano a non essere assegnati”.

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