Ritorno in classe, Pacifico (Anief): regole confusionarie e classi con oltre 16 alunni faranno risalire i contagi

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La scuola così come ha riaperto oggi rischia di “trasformarsi in un focolaio”: con le nuove regole, che stanno portando gli istituti nel caos, con l’inganno del Green Pass obbligatorio e senza più distanziamento minimo, “la direzione è quella di portare la scuola verso la diffusione dei contagi, piuttosto che verso la prevenzione dal virus”.

A sostenerlo, con una dichiarazione a Italia Stampa, è il leader dell’Anief Marcello Pacifico. Secondo il sindacalista è un obiettivo non raggiungibile quello di prevenire i contagi a scuola, “perché a garantire la sicurezza non sono l’obbligo della vaccinazione o i tamponi fatti dai non vaccinati ogni 48 ore, poiché meno di due milioni di alunni su otto torneranno in classe vaccinati. E comunque anche quando si è vaccinati, il virus si può diffondere tra chi è in classe. Il problema rimane sempre quello del mancato distanziamento sociale, soprattutto negli spazi chiusi: stiamo completando uno studio che conferma un concetto base, quello che la scuola va fatta in presenza ma in sicurezza, indipendentemente dal possesso del Green Pass”.

Continua la battaglia dell’Anief contro il Green Pass obbligatorio tra il personale della scuola e dell’Università, oltre che per gli studenti degli atenei. Secondo Marcello Pacifico, “la norma va disapplicata dai giudici: il ricorso d’urgenza è alla notifica – dice il sindacalista autonomo – sta per essere presentato al Tar Lazio”.

Al ricorso hanno aderito già 3mila cittadini alla prima tranche dei ricorsi, ora ne stanno arrivando altri. “L’obiettivo del sindacato rimane quello di far disapplicare dal giudice il famoso articolo 9 ter del decreto 111 sull’obbligo del Green Pass tra il personale scolastico, universitario e tra gli studenti degli atenei. Una norma nata per far circolare i cittadini su territorio europeo e che invece in Italia ha trovato spazio per garantire la didattica in presenza”.

Sempre a Italia Stampa, il presidente nazionale Anief ha ricordato che “con la Nota n. 1260, il ministero dell’Istruzione ha reso chiaro che da oggi i dirigenti scolastici non possono chiedere la certificazione relativa al Green Pass, né in presenza né a distanza o attraverso email. La certificazione è stata istituita per evitare assembramenti di persone che non sono vaccinate, al pari di chi non può stare al ristorante, prendere il treno o l’aereo”.

“Attenzione – ha continuato Pacifico – perché per Anief questa norma rimane illegittima, perché comporta discriminazioni per gli uni, gli altri e fondamentalmente per il personale scolastico, universitario e per gli studenti degli atenei. Noi lo ribadiamo: i dirigenti scolastici dovranno giornalmente verificare, attraverso l’App ministeriale come previsto dal Dpcm, chi ha o non ha il Green Pass. Non sono ammesse soluzioni ‘fai da te’: i presidi dovranno andare a verificare attraverso questa modalità”.

“Come Anief – ha continuato il presidente nazionale – abbiamo lanciato un appello: abbiamo aperto un servizio di Help desk, in modo che così chiunque si ritrovi a subire dei soprusi rispetto a quanto previsto dalle norme, potrà segnalarlo al sindacato, che offrirà suggerimenti e consulenza. Sempre in attesa della pronuncia del giudice rispetto ai tanti ricorsi presentati tramite la nostra organizzazione, cerchiamo qundi di gestire al meglio questa situazione che sta portando la scuola nel caos”.

Ecco perché Anief ha deciso di indire lo sciopero nazionale in occasione del primo giorno di scuola. Il giovane sindacato ricorda che è anche possibile visionare le FAQ predisposte sull’inizio dell’anno scolastico. È infine possibile aderire alla specifica petizione con la quale il sindacato chiede al Governo lo sdoppiamento delle classi e il raddoppio degli organici di docenti, amministrativi, tecnici e ausiliari.

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