Ritorno in classe, Nencini (PSI): “Governo intervenga con DPCM. Azzolina in audizione il prossimo 8 settembre” [INTERVISTA]

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Il dibattito sul ritorno in classe si infiamma quando mancano poche settimane alla riapertura delle scuole. La questione non è solo per gli addetti ai lavori, ma coinvolge tutta la cittadinanza. Il ritorno in classe di studenti e docenti è visto da molti come la vera ripartenza del Paese, ma tante, forse troppe, sono ancora le criticità da risolvere.

A Orizzonte Scuola interviene il presidente della Commissione Cultura al Senato, fresco di nomina, Riccardo Nencini, esponente del Partito Socialista Italiano

Senatore Nencini, manca davvero poco alla ripartenza della scuola. Siamo pronti per il 14 settembre?

“In tutta Europa si vive uno stato di sofferenza. Basta guardare alla Germania. La scuola italiana è pronta in parte. Temo che alcuni nodi strutturali – dalla mobilità degli studenti ora che le scuole osservano orari differenziati alla carenza delle aule fino ad alcune carenze numeriche del corpo docente e dirigente – resteranno in piedi. Potrebbero provocare storture nella riapertura”.

Cosa propone per un ritorno ordinato in classe?

“Io ho proposto che il governo intervenga con un Dpcm concordato con le regioni. Metterebbe fine al caos che viviamo in queste ore e impegnerebbe l’esecutivo direttamente sul fronte del reperimento di nuove aule e del potenziamento dei servizi di trasporto”.

Lei è da poco presidente di Commissione al Senato, quali sono le maggiori criticità da affrontare?

“Adeguamento e aggiornamento del corpo docente, stabilizzazione del precariato oltre i 36 mesi di esperienza, strutture più adeguate per affrontare una fase transitoria che rischia di trascinarsi ancora per troppi mesi, didattica ‘di passaggio’ per affrontare l’emergenza. Penso soprattutto ai bambini più piccoli. E poi destinare una quota rilevante del Recovery Fund a istruzione e ricerca. Diceva mia nonna: ‘Chi conosce più parole vince sempre’. Sta di fatto che ‘chi conosce più parole’ in genere appartiene alle classi più agiate. Una ragione in più per investire in uguaglianza di opportunità”.

Sui test sierologici che idea si è fatto, sarebbe stato meglio metterli obbligatori?

“Li avrei fortemente consigliati e avrei verificato se fosse stato possibile renderli obbligatori. Si tratta di sicurezza, di tutela della salute, personale e di chi sta intorno a te. Perché no?”

Sulla mozione di sfiducia che presenterà la Lega nei riguardi della ministra Azzolina cosa ne pensa?

“Non fanno farina le mozioni di sfiducia agitate per fini esclusivamente politici. La scuola è una priorità e questa è una stagione in cui tutti devono rimboccarsi le maniche in nome dell’etica della responsabilità. Maggioranza e opposizione. I conti si fanno dopo. Intanto va garantita la riapertura. Tuttavia non si può negare che taluni nodi andassero sciolti prima senza abbandonare la croce sulle spalle dei dirigenti scolastici”.

Può confermarci che la ministra sarà in audizione in commissione Cultura nei prossimi giorni?

“Confermo, probabilmente l’8 settembre. Data concordata. Altre audizioni? Sempre possibili quando necessarie”.

Ultima considerazione, invece, sugli insegnanti. Si dibatte tanto su un adeguamento di stipendio. Secondo lei, invece, è giusto che un maestro prenda meno di un insegnante?

“Beh, così non mi sembra molto corretto. Direi che bisogna adeguare gli stipendi dell’intera categoria con una formazione continua”. 

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