Ritorno in classe, Nardini (Toscana): “Bilancio positivo dai primi giorni in presenza”

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“Siamo complessivamente soddisfatti di questi primi giorni. Il bilancio di questo inizio dell’anno scolastico è positivo e sul piano generale il sistema ha funzionato. Ovviamente continueremo a monitorare e a provare a risolvere eventuali criticità”. Lo dichiara l’assessora all’istruzione della Regione Toscana Alessandra Nardini, che questa mattina nell’ambito del suo tour nelle scuole toscane ha visitato assieme dalla sindaca Simona Rossetti la primaria di Cerreto Guidi (Fi), inaugurata lo scorso anno, e alla biblioteca del Centro Culturale “Santi Saccenti”, sorta nel vecchio plesso dello stesso istituto scolastico.

“Siamo orgogliosi e felici – prosegue Nardini – di vedere bambine e bambini, ragazze e ragazzi, tornare tra i banchi di scuola sorridenti, un’emozione straordinaria ed il regalo più bello. Questi due anni di pandemia sono stati complessi per tutti, ma per il mondo della scuola sono stati davvero una prova durissima. Abbiamo messo l’istruzione al centro delle nostre priorità e ci siamo impegnati tutti insieme, con un grande lavoro di squadra, per far tornare le studentesse e gli studenti in presenza e in sicurezza. La didattica a distanza, che è stata necessaria per limitare i contagi, non può sostituire nel lungo periodo la didattica in presenza: per le giovani generazioni la socialità è parte integrante del percorso di crescita”.

Nell’esprimere le sue valutazioni, l’assessora rinnova i suoi ringraziamenti all’Ufficio scolastico regionale, agli assessorati alla sanità e ai trasporti, ad Anci e Upi e ai prefetti, perché “se è stato possibile tornare a fare lezione in presenza – afferma Nardini – lo dobbiamo al lavoro del Cantiere scuola e all’impegno prezioso dei tavoli prefettizi”.

“Questo lavoro – conclude – è il segno di una Toscana che ha messo al centro i bisogni delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi. Siamo da sempre una terra di diritti e di uguaglianza e abbiamo sempre cercato sin dagli inizi di questa pandemia di garantire e tenere insieme il diritto all’istruzione e il diritto alla salute”.

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