Ritorno in classe, l’ultima idea: in Veneto docenti fragili collegati da casa o protetti da cabine di plexiglass

Gli studenti in classe e il docente a casa collegato tramite pc con il suo viso proiettato sul monitor in aula. No, non è fantascienza, ma quanto accade all’Università Ca’Foscari di Venezia dove quattro insegnanti universitari esonerati dalle lezioni in presenza per motivi di salute stanno utilizzando questa modalità d’insegnamento.

Si pensa che questa modalità possa essere replicabile, segnala Il Corriere del Veneto, anche per i docenti di scuola. Non è l’unica ipotesi sul tavolo: si pensa anche alle cabine di plexiglass.

“Vanno comunque valutati i singoli casi – afferma Carmela Palumbo, direttore dell’ufficio scolastico regionale – non è detto che il medico dica tout court che un professore fragile non possa venire a scuola, può essere che bastino dei dispositivi di protezione supplementari. È probabile che si dovrà fare una cosa simile a quanto messo in piedi dalle università con un collegamento da remoto, ma va prevista una figura che vigili sugli alunni in classe che non sono universitari ma minorenni. Stiamo comunque parlando di un numero esiguo di docenti”.

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