Ritorno in classe, l’Oms lancia un monito: “Si apra solo dove i livelli di virus sono bassi”

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La sezione Europa dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità convocherà un incontro virtuale per i suoi 53 stati membri sulla riapertura delle scuole, per discutere “azioni concrete … per garantire che i bambini ricevano un’educazione adeguata in ambienti sicuri”.

“Tali opzioni potrebbero includere una maggiore igiene e una maggiore distanza fisica negli ambienti scolastici per tutti, e l’introduzione di misure mirate in modo rapido ed efficace per adattarsi alle circostanze locali”, si legge in una nota.

E ancora: “aprire scuole dove i livelli di virus sono bassi; adeguare gli orari scolastici e limitare il numero di alunni dove i casi sono più diffusi; e prendere in considerazione la possibilità di tenere  per il momento chiuse le scuole nelle aree in cui la trasmissione nella comunità è elevata”. 

L’incontro (virtuale) si terrà il prossimo 31 agosto, dove verranno discusse azioni concrete per garantire che i bambini ricevano un’istruzione adeguata  in ambienti sicuri.

“Sono molto grato al ministro della Salute italiano, Roberto Speranza, per essere stato il catalizzatore di questa conferenza”, annuncia Hans Kluge, direttore  dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l’Europa, oggi in  conferenza stampa.

La pandemia di Covid-19, sottolinea, “ha creato la più grande  interruzione dei sistemi educativi nella storia, colpendo quasi 1,6  miliardi di studenti in più di 190 Paesi e la nostra regione non fa eccezione. La maggior parte dei Paesi dell’area ha chiuso le scuole a  un certo punto tra febbraio e luglio di quest’anno, come parte delle  misure sociali e sanitarie legate a Covid-19”.

In agosto la situazione è ricominciata a peggiorare. Ci sono stati 40.000 casi in più nella prima settimana di agosto, rispetto alla prima settimana di giugno, quando i casi erano al minimo. “Ogni giorno la Regione Europea segnala ogni giorno una media di oltre 26.000 nuovi casi di coronavirus”, ha detto Kluge, secondo il quale ora l’epicentro della pandemia è in America Latina e Caraibi e il continente europeo ‘pesa’ per il 17% dei casi. L’incremento delle ultime settimane “è dovuto in parte all’allentamento delle misure sanitarie e sociali, dove le autorità hanno allentato alcune delle restrizioni e la gente ha abbassato la guardia”. 

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