Ritorno in classe, lo scontro si sposta sulle finestre aperte. Pittoni: “Nessun piano per aule senza aria infetta”

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Il senatore della Lega, Mario Pittoni, attacca il governo sulla questione dell’aerazione dei locali scolastici. 

L’esponente politico, responsabile Scuola del Carroccio e vice presidente della commissione Cultura a Palazzo Madama, afferma: “Non ci sono piani e non è previsto alcun investimento a salvaguardia della qualità dell’aria nelle scuole, onde prevenire focolai di Covid-19. A parole il Governo manifesta la volontà di riprendere le lezioni in presenza dopo l’Epifania. Ma i fatti, limitati all’appello ad aprire le finestre, non offrono alcuna garanzia per evitare la terza ondata di contagi”.

Poi aggiunge: “In caso di nebbia, tra l’altro, secondo alcuni studi l’apertura delle finestre avrebbe addirittura l’effetto opposto, in quanto con l’umidità aumentano pure le goccioline in sospensione, incrementando i rischi di contagio”.

“Eppure – aggiunge Pittoni – non si è ancora pensato neanche a installare apparecchiature per gestire l’umidità (il grado igrometrico ideale è intorno al 50 per cento), facilmente reperibili sul mercato, poco costose e che non comportano interventi edilizi”.

Scarsa ventilazione delle aule e sovraffollamento, infatti, rischiano di aumentare le occasioni di esposizione per via aerea di studenti e docenti a SarsCov2 e i rischi di contagio. Questo è possibile oprattutto nei mesi freddi invernali.

Nei gironi scorsi un studio multidisciplinare sui meccanismi e sul ruolo di trasmissione in aria del covid-19, condotto a Venezia-Mestre e a Lecce dal Cnr, dalla Ca’ Foscari Venezia e dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata, pubblicato sulla rivista scientifica Environment International, ha evidenziato un rischio maggiore di probabilità di trasmissione in aria del contagio in ambienti indoor di comunità scarsamente ventilati, «dove le goccioline respiratorie più piccole possono rimanere in sospensione per tempi più lunghi ed anche depositarsi sulle superfici», spiega Andrea Gambaro della Ca’ Foscari.

Dal Ministero dell’Istruzione, per adesso, solo un’apposita Faq in cui, chiarendo le indicazioni del Cts riportate nel verbale del 12 agosto, evidenzia “la necessità di assicurare l’aerazione dei locali in cui si svolgono le lezioni, avendo cura di garantire periodici e frequenti ricambi d’aria”.

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