Ritorno in classe, lo psicologo Inguglia: “No allarmismi, i bimbi si adatteranno”

Cosa succederà a settembre quando si tornerà a scuola (Covid permettendo)? A questo e a molte altre domande ha risposto Cristiano Inguglia, docente di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione dell’Università di Palermo.

Il rientro a scuola sta mettendo in guardia tanti genitori che vogliono sapere in che tipo di scuola andranno i propri figli e a cosa andranno incontro anche dal punto di vista psicologico.

Secondo Cristiano Inguglia non c’è da preoccuparsi più di tanto, a prescindere da quali saranno le decisioni finali.

“Poco, a mio avviso, si è cercato di ragionare sul fatto che le misure, innanzitutto, avevano e hanno un carattere di eccezionalità, dato che sono state messe in atto semplicemente per arginare o ridurre i danni di una situazione di emergenza mai vista negli ultimi decenni, che ha rischiato e rischia di compromettere fortemente il rapporto tra bambini, famiglie e scuola e produrre danni sociali veramente seri”, afferma Inguglia, ascoltato dall’Ordine degli psicologi della Sicilia.

“Riguardo alle preoccupazioni si è sottovalutato il fatto che, sebbene i bambini abbiano dovuto fare grandi sacrifici spesso non capendo bene neanche il perché, essi siano per loro natura plastici e adattabili, molto più degli adulti – prosegue -. Quelli che ho notato soffrire di più, invece, sono stati proprio gli adulti, che spesso penso abbiano anche proiettato il proprio malessere sui più piccoli, usandoli come capro espiatorio. Una situazione, per quanto traumatica possa essere, non produce necessariamente effetti negativi. Anzi in molti casi, i bambini hanno risorse inaspettate – continua il docente – che spesso consentono loro di fronteggiare questi eventi e adattarsi in modo positivo”.

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