Ritorno in classe, l’allarme di un preside: “Non ho spazi, non esistono solo i banchi, ma criteri anti-infortuni e anti-incendio da rispettare”

Il dirigente scolastico dell’Istituto tecnico industriale “Avogadro” di Torino, Tommaso De Luca lancia l’allarme per un rientro in classe difficile. Contrariamente a quanto si afferma, per l’istituto superiore non sarà facile accogliere più di 1500 studenti. A La Stampa afferma: “Non sono dei posti per la macchina, non si risolve coi metri quadri. Un’aula non è soltanto fatta di banchi, ma va attrezzata con criteri anti-infortunistici e anti-incendio. C’è da risolvere il problema degli accessori per la didattica, come le Lim. Anche avessi tre aule dall’altro lato della strada, nessuno ci vorrebbe andare perché dislocate rispetto a tutti gli altri servizi. Non è solo una questione di comunità: si prenda il caso dei laboratori. Un tecnico non ne può fare a meno, le classi lontane un attraversamento pedonale sono un problema”.

E anche sul fronte degli organici la situazione resta grave: “Mi mancano oltre venti docenti tra trasferimenti e pensionamenti, aspettiamo il 31 agosto per avere l’organico completo. Il problema grave è il personale Ata: ho chiesto dieci persone, un 50% in più di quelli che la scuola aveva già arruolati, per sanificare le aule. Tra scuola diurna e serale apro alle 6,30 e chiudo alle 22,30, la turnazione è un problema. Mentre alcune cose prima potevano essere fatte una volta sola, ora servirà il triplo del lavoro”.

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