Ritorno in classe, la Sicilia approva le linee guida. I dettagli

Approvato all’unanimità il documento redatto dalla task-force regionale siciliana per la pianificazione delle attività educative in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico e formativo 2020-2021. 

Il testo, che sarà disponibile sul sito dell’assessorato da giovedì 16 luglio, sarà distribuito a tutte le istituzioni scolastiche e formative della Regione Siciliana, oltre che ai Comuni, ai Liberi Consorzi e Città Metropolitane.

A darne comunicazione è l’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale, Roberto Lagalla che ha promosso l’istituzione della task-force, coadiuvata da Elio Cardinale.

“Ovviamente il documento ricalca le linee-guida dettate a livello ministeriale – sottolinea Lagalla – e si sforza di modulare queste ultime in relazione alle specifiche e differenziate realtà della scuola siciliana, proponendo diversi scenari operativi e fornendo conseguenti indicazioni. L’obiettivo è quello di garantire agli studenti un regolare rientro in aula, per recuperare la preziosa dimensione relazionale della scuola, interrotta dalla pandemia e non pienamente surrogata dalla didattica a distanza. Occorrerà grande collaborazione e partecipazione da parte di tutti, delle famiglie in particolare, perché non dovranno in alcun modo essere trascurate le opportune misure di contenimento del rischio da contagio e di prevenzione sanitaria, da considerare fondamentali per la salvaguardia della salute degli studenti e del personale scolastico. Alla luce di questo, sono certo che, anche grazie al determinante intervento degli enti locali e dell’Ufficio scolastico regionale, insieme con la presenza vigile della Regione Siciliana, sarà possibile gestire adeguatamente il rientro a scuola dei nostri studenti”.

La task-force regionale fornisce alcune “indicazioni utili sia in tema di prevenzione e contenimento del rischio sanitario – spiegano dall’assessorato – sia nel merito della riorganizzazione delle attività didattiche e formative”. 

Nelle scuole dell’infanzia e per il primo biennio della scuola primaria, “dove tali misure – spiegano dall’assessorato – incontrano oggettive difficoltà di attuazione”, si “consiglia” di accogliere i bambini in piccoli gruppi per ogni aula, “prevenendo occasioni di più ampia aggregazione e quindi favorendo lo svolgimento di tutte le attività”, compreso il consumo dei pasti, all’interno dello stesso spazio.

In generale, dovranno essere adottate specifiche misure per la fruizione della ricreazione, dei laboratori, degli spazi collettivi, “privilegiando l’utilizzo di luoghi aperti e regolando l’afflusso degli alunni”.

L’ingresso e l’uscita dall’istituto scolastico “dovrà essere gestito attraverso percorsi in grado di limitare occasioni di assembramento”.

L’uso della mascherina e dei guanti monouso rimane obbligatorio per tutti gli operatori scolastici addetti alla sanificazione degli ambienti, alla gestione dei pasti e all’utilizzo degli spazi comuni.

I docenti e gli studenti dovranno essere muniti di un personale dispositivo di protezione individuale, limitandone eventualmente l’uso durante le ore di presenza in aula e mantenendole obbligatoriamente durante le attività collegiali, lo stazionamento negli spazi comuni, le operazioni di entrate ed uscita dalla scuola.

“Fanno eccezione gli alunni delle scuole per l’infanzia, 0-6 anni, e i portatori di disabilità che, in relazione alla specifica condizione personale, non sono tenuti – è una delle linee guida – ad indossare i dispositivi individuali di sicurezza, fermo restando l’obbligo per gli insegnanti e per gli assistenti”.

Gli studenti potranno poi partecipare alle attività didattiche “solo con una temperatura corporea non superiore ai 37.5 gradi”, dichiarando di non essere stati in quarantena domiciliare negli ultimi 14 giorni o in contatto con persone positive al Covid-19 o, ancora, se non presentano sintomi riconducibili a difficoltà respiratorie insorte negli ultimi 3 giorni.

A questo riguardo la task-force suggerisce di “interloquire con le famiglie e prevedere la sottoscrizione di un apposito modulo, con il quale i genitori si impegnano a mantenere a casa i minori, in presenza di una delle condizioni sopra citate”.

In virtù del protocollo sottoscritto tra l’assessorato regionale all’Istruzione e gli Ordini dei medici delle province siciliane, gli istituti scolastici potranno usufruire di un ulteriore apporto sanitario, oltre a quello dell’Asp di appartenenza.

Il documento, infine, ribadisce “l’importanza di un’attenta sanificazione degli ambienti, degli oggetti e della presenza di adeguati prodotti detergenti per la disinfezione delle mani all’interno degli ambienti scolastici e all’ingresso”.

A tal riguardo potrà rivelarsi utile la realizzazione di campagne di promozione sull’uso consapevole delle misure di igiene personale e ambientale. Regolamentati anche gli accessi esterni alla scuola da parte di eventuali visitatori.

Per quanto riguarda la “rimodulazione delle attività scolastiche”, per la task-force “è fondamentale il rispetto del distanziamento interpersonale e, in funzione di questo, andranno riorganizzati gli spazi della didattica”.

Nel caso in cui la scuola ne abbia disponibilità, per le ore di didattica potranno essere utilizzati ambienti originariamente destinati a funzioni diverse, come palestre, uffici o laboratori, oppure potranno essere realizzate aule più ampie, attraverso interventi di “edilizia leggera” o la realizzazione di strutture coperte, mantenendo quindi invariata la composizione delle classi.

Nel caso in cui tutto questo non fosse possibile, bisognerà “intervenire adeguatamente sull’orario scolastico” disponendo turni differenziati o riducendo la durata delle lezioni.

Se fosse necessario, grazie al supporto dei sindaci e dei Commissari dei Liberi Consorzi, potranno inoltre essere resi disponibili, sulla base del fabbisogno indicato dal dirigente scolastico, edifici esterni idonei all’accoglienza degli studenti

“In ogni caso, emerge con evidenza – è quanto riporta il documento – la necessità di potenziare il numero dei docenti e del personale Ata”.

In vista della ripresa delle attività scolastiche, inoltre, il documento riserva particolare attenzione agli alunni disabili, con riferimento ai quali le amministrazioni locali, d’intesa con l’Usr e con le dirigenze scolastiche, “provvederanno a garantire la pianificazione dei servizi a loro dedicati assicurandone continuità nel tempo”.

Il documento inoltre evidenzia come “permanga” un ruolo per la didattica a distanza, complementare ed integrativa alle attività della didattica tradizionale e “di particolare supporto nel caso di mutate condizioni epidemiologiche”.

Per questo motivo, e con l’intento di “favorire un migliore uso delle metodologie di insegnamento e di apprendimento digitale”, si provvederà a “integrare ulteriormente, rispetto a quanto già fatto negli ultimi mesi, la dotazione tecnologica degli istituti, l’infrastrutturazione digitale degli ambienti ed a proporre specifici corsi di aggiornamento per il personale docente”.

Le linee-guida varate si applicano, in Sicilia, anche al settore della formazione professionale.

Il documento, approvato all’unanimità dalla task-force, “costituirà da adesso – concludono dall’assessorato – un punto di riferimento importante per quanti, dirigenti scolastici ed enti locali, dovranno provvedere all’adeguamento dei siti scolastici e formativi in vista del nuovo anno”.

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