Ritorno in classe, la preside Costarelli (ANP): “A scuola non sarà tutto come prima” [INTERVISTA]

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Quasi un mese al ritorno in classe. Le operazioni di avvio del nuovo anno scolastico sono già iniziate, ma non mancano le criticità tra spazi da recuperare, banchi singoli in arrivo e organico aggiuntivo da inserire.

A Orizzonte Scuola interviene la preside del liceo scientifico Newton di Roma, Cristina Costarelli, membro dell’Associazione Nazionale Presidi, per fare il punto sulla propria scuola e, in generale, su questo sta accadendo nel mondo della scuola dal punto di vista di un dirigente scolastico: “Come scuola si stiamo preparando al meglio, abbiamo richiesto banchi monoposto e quelli con seduta innovativa, stiamo articolando anche l’orario perché le classi intere non rientreranno tutte negli spazi come previsto. Dobbiamo, dunque, prevedere anche momenti di didattica digitale integrata (circa il 10%). Le classi saranno tutte a scuola, ma i ragazzi “in esubero” formeranno ulteriori gruppi, chiaramente a rotazione, che faranno altre attività con altri docenti. Un giorno a settimana a turno la classe resterà a casa e seguirà tramite la didattica a distanza. I giorni saranno così 5 a scuola ed 1 a casa con la didattica digitale integrata. 

Sui banchi singoli, invece?

“Rispetto alle certificazione sulle sedute tengo a precisare che i banchi saranno ricevuti dai Ds senza difficoltà con dichiarazione di rispondenza alle norme di sicurezza da parte del fornitore o produttore, che inoltre avrà acquisito attestazione relativamente alla funzionalità da parte dei Ds che li hanno utilizzati”.

Sulla ripartenza a settembre, dove possono esserci maggiori criticità?

“Probabilmente bisognerà stare attenti soprattutto nella scuola primaria, mentre nella scuola superiore potrebbero esserci meno criticità, ma su questo è meglio attendere le prossime settimane. La scuola non sarà più come prima, come l’abbiamo lasciata il 4 marzo”.

Come ANP Lazio avete avuto segnalazioni di scuole in difficoltà?

“Sì, ci sono delle scuole che hanno delle preoccupazioni forti. Ad esempio c’è una scuola a Tor Bella Monica che ha pronte cinque aule, ma non c’è l’autorizzazione da parte della sindaca”.

Test sierologici volontari, ma non sarebbe meglio metterli obbligatori?

“Beh, senza dubbio sarebbe meglio così. Consideri, inoltre, che, essendo volontari, il rischio è che ci siano zone dove nessun docente o Ata effettuerà il test”.

Sul protocollo di sicurezza, invece, c’è qualcosa che non lo è chiaro?

“Sulla gestione di un eventuale alunno sintomatico mi sembra che sia tutto chiaro, io farò immediatamente riferimento all’Asl locale, mi devono affidare necessariamente all’autorità sanitaria”.

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