Ritorno in classe, in Spagna è caos tra aumento vertiginoso dei contagi e senza misure necessarie

Tra una settimana si tornerà in classe in Spagna, ma c’è tensione per un deciso aumento dei contagi. La situazione nella Penisola iberica è critica e i vari governi autonomi stanno ripensando ai loro piani per aumentare la sicurezza di studenti e docenti.

Dopo l’ottimismo delle scorse settimane, la recrudescenza dell’epidemia ha fatto piombare il Paese nuovamente nel panico. Non ci saranno misure strutturali, ma si punterà all’utilizzo rigoroso della mascherina e alla didattica mista, cioè alcuni giorni in presenza, altri con la didattica a distanza.

Tutti i piani delle varie comunità autonome si basano sul documento redatto dal dipartimento di Igiene sanitaria anche se a livello locale qualcosa cambia: ad esempio in Navarra e in Cantabria le misure sono più rigorose rispetto all’Andalusia e a Madrid anche se pochissimi prevedono quarantene automatiche per l’intera classe qualora ci sia un caso (questo sarà a discrezione dell’autorità pubblica). La maggior parte delle misure previste contemplano l’areazione dei locali per circa 4 volte al giorno, mentre altri esortano di svolgere attività all’aperto.

“L’ideale sarebbe fare corsi all’aperto e in molti posti si potrebbe fare fino ad ottobre anche perché il virus si trasmette tra le 15 e le 20 volte di più all’interno e se vengono svolte in aule finestre e porte devono rimanere aperte”, afferma Quique Bassat, epidemiologo dell’Istituto di Salute Pubblica di Barcellona, in un’intervista a El Pais.

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