Ritorno in classe, in Sicilia regna la confusione: la Regione delibera per la riapertura, ma i sindaci optano per la DaD [CIRCOLARE]

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Giornata all’insegna del caos in Sicilia. Nel primo pomeriggio il governo regionale delibera per il ritorno in classe, nella serata, però, i sindaci, provvedono ad emanare ordinanze che prevedono la didattica a distanza.

Facciamo il riepilogo delle ultime ore particolarmente convulse.

Alle 14, dopo la riunione della task-force regionale, il governo Musumeci delibera per la riapertura delle scuole, esauriti gli effetti del decreto assessoriale del 10 gennaio 2022.

Nella circolare che Orizzonte Scuola pubblica sul proprio sito, leggiamo che il governo regionale ha effettuato un costante monitoraggio dell’emergenza e potenziato gli accessi destinati agli operatori scolastici negli hub vaccinali.

Ci sono anche i dati di un monitoraggio effettuato dal 3 al 9 gennaio 2022 tra la popolazione scolastica: tra oltre 4mila bimbi tra i 5 e gli 11 anni e oltre 8mila ragazzi tra i 12 e i 19 anni. Considerato che la popolazione scolastica è di oltre 600mila studenti, c’è una incidenza del 2% (0,7% fascia 5-11 anni e 1,3% per la fascia 12-19 anni).

Sulla base di queste premesse, la Regione ha dato il via libera per il ritorno in classe.

I sindaci, però, non ci stanno. Oltre 45 comuni dell’Isola sono già in zona arancione e l’incidenza dei casi è molto alta.

La stessa circolare regionale specifica che, in presenza di focolai purché in zona arancione o rossa, il Sindaco, può disporre la sospensione delle attività didattiche in presenza e lo svolgimento delle stesse a condizione di parere vincolante dell’ASP. L’azienda sanitaria provinciale dovrà contenere esplicito e documentato riferimento al tasso di incremento dei casi.

Dopo una burrascosa riunione dell’ANCI Sicilia, al via il valzer delle ordinanze con i sindaci che informano la popolazione (decisamente sconcertata e spiazzata) prima tramite i social e poi con i provvedimenti pubblicati sui siti ufficiali.

I sindaci dei comuni coinvolti spiegano: “Seppur in questi giorni siano stati avviati una serie di incontri per valutare le condizioni giuridiche per l’adozione di un provvedimento di sospensione delle attività didattiche in presenza, in ragione della grave situazione epidemiologica oggi in atto – spiegano -, il quadro giuridico oggi vigente non consente di emettere provvedimenti restrittivi per la sospensione delle attività didattiche. Con molta preoccupazione siamo costretti a non adottare nessun provvedimento di sospensione delle attività didattiche, adeguandoci alle direttive nazionali e regionali”.

Il quadro è davvero molto particolare dal momento che i sindaci hanno deciso in modo sparso. A Trapani, ad esempio, in città scuole chiuse, ma in 22 comuni del Trapanese (da Alcamo fino a Vita) scuole regolarmente aperte.

L’impressione è che non sia finita qui. Infatti un gruppo di genitori ha annunciato che impugnerà davanti all’autorità giudiziaria tutte le eventuali ordinanze sindacali che dovessero disporre la chiusura delle scuole dell’isola in quanto – spiegano – si tratta “di provvedimenti palesemente illegittimi visto che la legge autorizza lo stop alle lezioni solo nelle cosiddette rosse e previo parere dell’Asp”.  Del gruppo fanno parte numerosi avvocati, giuristi, professori universitari e magistrati che si riservano di sporgere anche denuncia perché vengano valutate eventuali responsabilità penali.

Ritorno in classe, in Sicilia è caos. I sindaci: stop attività in presenza, sì alla Dad. ELENCO COMUNI [In aggiornamento]

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