Ritorno in classe, il virologo Palù: “Scuola preoccupa, i bimbi potrebbero portare virus a casa, contagiando genitori e nonni”

“La riapertura della scuola desta qualche preoccupazione, non tanto per i bambini (se è vero, come riportano  alcuni studi, che si infettano meno, si ammalano meno e sicuramente muoiono di meno), ma perché potrebbero portare il contagio in  famiglia, visto che in Italia si vive ancora con i genitori e con i nonni”.

Lo dice, intervistato dal Corriere della Sera, il professor Giorgio Palù, docente emerito di virologia all’Università di Padova secondo il quale “credo che per la scuola – osserva – servano altri provvedimenti, oltre a quelli di cui tanto si parla: dividere i plessi in modo da poter fare controlli settimanali su gruppi a campione, con tamponi presi in pool e test sierologici”. 

In merito all’aumento dei contagi in Veneto osserva: “A luglio i casi  in Veneto erano “di importazione”, cioè positività riscontrata nei  lavoratori provenienti perlopiù dall’Est, focolai sporadici e abbastanza circoscritti. Adesso confermo che si tratta di contagi “di  ritorno” dalle vacanze. In crescita (+163 in 24 ore, ndr ), ma quasi  tutti asintomatici, l’età media è scesa intorno ai trent’anni, in  rianimazioni c’è qualche paziente in più, ma la situazione non è certo quella che ricordiamo a marzo-aprile”. 

“La situazione in Italia – osserva il professore – è la stessa: un aumento contenuto. Dobbiamo bloccare sul nascere e impedire la  crescita esponenziale. Nel nostro Paese per ora i nuovi contagi  giornalieri sono numeri molto bassi relativamente all’esordio della  pandemia e non si può parlare di seconda ondata. La seconda ondata si  ha quando si azzerano i casi e questo c’è stato solo in Cina”. 

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