Ritorno in classe, il piano del governo per l’autunno: per la scuola permangono dubbi su trasmissibilità virus. Documento ufficiale [PDF]

Il governo si prepara alla stagione autunnale quando potrebbe essere una risalita dei contagi da Covid-19. Il Ministero della Salute ha preparato un documento denominato “Elementi di preparazione e risposta a COVID19 nella stagione autunno-invernale” in cui si fa il punto della situazione attuale e si analizzano i possibili scenari con particolare riguardo al periodo autunnale.

Cosa potrebbe accadere con il ritorno in classe

Non è chiaro come si evolverà la situazione nelle prossime settimane e una grande incognita è rappresentata dalla trasmissibilità del virus nelle scuole.

Secondo i tecnici del Ministero della Salute non è nota la reale trasmissibilità di SARSCoV-2 nelle scuole, anche se cominciano ad essere disponibili evidenze scientifiche di epidemia in ambienti scolastici.

Non è nemmeno noto l’impatto che potranno avere le misure di riorganizzazione scolastica che si stanno mettendo in campo in questi giorni.

Più in generale, non è noto quanto i bambini, prevalentemente asintomatici, trasmettano SARS-CoV-2 rispetto agli adulti, anche se la carica virale di sintomatici e asintomatici e quindi il potenziale di trasmissione non è statisticamente differente. Tutto questo rende molto incerto il ruolo della trasmissione nelle scuole a partire da settembre sull’epidemiologia complessiva di SARS-CoV-2.

I 4 scenari per l’autunno e il piano del governo

Situazione di trasmissione localizzata (focolai) sostanzialmente invariata rispetto ad oggi: in tale scenario, gli Rt delle varie Regioni restano sopra a 1 solo per periodi limitati, la riapertura della scuole ha un “impatto modesto sulla trasmissibilità e i sistemi di sanitari regionali riescano a tracciare e tenere sotto controllo i nuovi focolai, inclusi quelli scolastici”;

Situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa ma gestibile dal sistema sanitario: in questo caso parliamo di Rt regionali “sistematicamente e significativamente compresi tra Rt=1 e Rt=1.25”, determinando l’impossibilità di intervenire su tutti i nuovi fococali, ma in un contesto in cui si riesca “comunque a limitare di molto il potenziale di trasmissione di SARS-COV-2 con misure di contenimento/mitigazione straordinarie già utilizzate con successo nelle prime fasi”.

Situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario: in questo terzo scenario l’indice Rt è sistematicamente tra 1,25 e 1,5, i contagi sono fuori controllo e non si riesce a tenere traccia delle catene di trasmissione, con il conseguente sovraccarico dei servizi assistenziali e l’aumento di casi ad elevata gravità clinica. Tradotto: pressione sulle terapie intensive e sugli ospedali, con rischio “elevato o molto elevato” di un ritorno alle condizioni critiche dei mesi di marzo e aprile;

Situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario: è lo scenario peggiore, con Rt regionali sopra 1,5, che determinerebbe una numerosità di casi elevata e chiari segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali, senza la possibilità di tracciare l’origine dei nuovi casi. I tecnici non escludono la possibilità che si utilizzino “tecniche già adottate con successo nella fase più intensa dell’epidemia, proporzionate alla gravità della situazione contingente”.

IL DOCUMENTO DEL MINISTERO DELLA SALUTE (PDF)

LA CIRCOLARE (PDF)

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