Ritorno in classe, il Governo ha presentato ricorso contro Ordinanza Campania su chiusura delle scuole

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Il governo ha presentato ricorso contro l’Ordinanza emanata dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che impone la chiusura delle scuole primarie e medie fino al 29 gennaio.

L’Avvocatura Distrettuale dello Stato (sede di Napoli) ha presentato ricorso presso il Tar della Campania contro l’ordinanza. I ricorrenti sono la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’Istruzione e il Ministero della Salute. Il ricorso, depositato per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri dell’Istruzione e della Salute, si affianca a quello già presentato dagli avvocati napoletani Giacomo Profeta e Luca Rubinacci. Sabato scorso il Giudice ha chiesto alla Regione Campania di depositare, entro e non oltre le 11 di oggi, “..atti pertinenti e rilevanti a presupposto dell’ordinanza…”.  

La Regione Campania ha presentato la memoria richiesta attraverso decreto dai giudici del Tar Campania chiamati a decidere sul ricorso contro l’ordinanza firmata venerdì scorso dal governatore Vincenzo De Luca per la sospensione della didattica in presenza fino al 29 gennaio.

Le misure previste dal decreto del Governo “sono inattuabili e del tutto virtuali, almeno nel territorio regionale della Campania”, tenuto conto che “vi è impossibilità di assicurare il contact tracing e insostenibilità dei carichi da parte delle Asl, attestata dai dirigenti scolastici e da tutti i direttori generali delle Asl campane”. Questa è la posizione della Regione Campania, espressa nella memoria difensiva presentata al Tar Campania a sostegno dell’ordinanza numero 1 del 7 gennaio, adottata tenuto conto “dei dati più aggiornati della Cabina di regia nazionale, delle valutazioni dell’Unità di crisi regionale e della richiesta di presidi e sindaci che segnalano criticità non risolvibili a breve”, mentre le misure nazionali “non sono fondate sul parere tecnico-scientifico del Cts che non è stato convocato, contrariamente a quanto richiesto da tutte le Regioni per assumere decisioni consapevoli”. 

La Regione sottolinea poi che “ad oggi gli alunni e gli studenti che, in forza dell’ordinanza, non potranno svolgere in presenza l’attività educativa e scolastica, sono proprio quelli rispetto ai quali si registrano percentuali di vaccinazione ben lontane da quelle che sarebbero necessarie per impedire che si generino, presso le scuole,
focolai di infezione che, attesa la particolare diffusività della variante Omicron (soprattutto in Campania), sarebbero di gran lunga più numerosi di quelli registratisi prima delle vacanze per le festività natalizie. Quanto poi agli effetti psicologici della Dad sui bimbi, non può essere ignorato che il ricovero ospedaliero, eventualmente in terapia intensiva, è suscettibile di arrecare danni ben più gravi, sul piano anche psicologico, oltre che di rischio per la stessa esistenza”. 

Botta e risposta Bianchi-De Luca

Il ricorso del Governo arriva dopo le parole del ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi che, al TG3, aveva definito l’ordinanza emanata il 7 gennaio “illegittima”: “La scelta della Campania? Sbagliata e illegittima. I nostri tecnici stanno trovando il modo di impugnare questa norma”.

Il presidente della Regione Campania, su La Repubblica, invece, aveva difeso il provvedimento varato: “Non abbiamo chiuso proprio niente. Al di là di ideologismi e parole al vento, il motivo del contendere è solo questo: Dad per tre settimane per le medie e le elementari, per consentire una più vasta vaccinazione infantile e per scavallare il picco di contagi previsto per gennaio”.

ORDINANZA CAMPANIA

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“La norma consente la chiusura delle scuole in determinati territori circoscritti qualora la situazione lo preveda. Qualora la situazione non lo preveda, a differenza dell’anno scorso, questo Governo impugnerà le ordinanze laddove non le ritenga opportune”. Così il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso (Lega), in visita al liceo scientifico Salvemini di Bari in occasione della riapertura delle scuole dopo la pausa natalizia.

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