Ritorno in classe, CTS: “Immotivate le preoccupazioni dei presidi su responsabilità penali”. Anp, Legge 40/2020 insufficiente

“Le preoccupazioni dei dirigenti scolastici per eventuali responsabilità non hanno motivo di esistere in base a quanto previsto dalla Legge 40 del 5 giugno 2020”. Così il Comitato tecnico scientifico (Cts) per l’emergenza coronavirus, al termine di una riunione sulla ripartenza delle scuole con gli altri soggetti coinvolti.

Ai dirigenti e a tutto il personale scolastico, docente e non, precisa il Cts, va “anticipatamente il ringraziamento per quanto faranno con la consueta passione e professionalità per la ripresa della scuola. Questo grande sforzo, con investimento di ingenti risorse economiche, e l’impegno di tutti gli interlocutori istituzionali, fornisce chiara evidenza di quanta attenzione si stia dedicando alla problematica della riapertura in sicurezza delle attività didattiche frontali nel Paese”.

Il Cts, così, risponde alle parole del presidente dell’Anp, Antonello Giannelli, che aveva chiesto garantire e risorse per il ritorno in clase: “Non si devono vanificare gli enormi sforzi profusi dai Presidi, dai loro collaboratori, dal Ministero e dai suoi uffici territoriali, dagli enti locali affinché la ripartenza avvenga per tutti nella massima sicurezza. Abbiamo chiesto prima della riapertura delle scuole di rivedere la responsabilità penale imputabile ai dirigenti scolastici in relazione alla sicurezza sugli ambienti di lavoro. Il covid è equiparato a un incidente sul lavoro. Se il dirigente scolastico attua il protocollo sanitario allora non gli si deve imputare nulla. Non parliamo di scudo penale perché quello fa riferimento a soggetti che hanno commesso reati, e i presidi non sono delinquenti o malfattori”.

Anp: Legge 40/2020 non è sufficiente

L’Anp apprezza l’approfondimento condotto dal Comitato Tecnico-Scientifico in merito alla procedura di gestione di soggetti, studenti o dipendenti, che dovessero eventualmente risultare contagiati a scuola.

In attesa di poter esaminare in dettaglio la documentazione allo scopo predisposta, riteniamo positivo il coinvolgimento dei pediatri di libera scelta e dei medici di medicina generale che garantiranno il supporto alle scuole insieme ai Dipartimenti di Prevenzione delle ASL.

Per quanto riguarda, infine, le responsabilità dei dirigenti scolastici, non riteniamo sufficiente quanto previsto dal decreto-legge 23/2020, convertito con modificazioni dalla Legge 40/2020. Tale innovazione riguarda esclusivamente la responsabilità civilistica di cui all’articolo 2087 del Codice civile ed è sicuramente apprezzabile ma, più di tutto, ci preme la revisione del profilo di responsabilità penale datoriale che incombe sui dirigenti scolastici, come da noi segnalato più volte, già da prima dell’insorgenza della pandemìa“. Lo afferma in una nota l’Associazione dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola.

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