Ritorno in classe, il caso paradossale di una scuola di Roma: “Aule pronte da sette anni, ma manca l’autorizzazione della sindaca Raggi” [FOTO e INTERVISTA]

Il Ministero dell’Istruzione ha chiesto agli enti locali di accelerare per gli interventi di edilizia scolastica leggera in vista del ritorno in classe previsto per il 14 settembre.

Molto probabilmente non si farà in tempo per tutti e così il CTS ha accettato un compromesso: sì alla mascherina chirurgica anche durante le lezioni, ma possibilità anche di derogare al distanziamento di un metro dalle rime buccali.

La situazione, dunque, non è semplice e il Ministero dell’Istruzione chiede a Regioni, Province e Comuni uno scatto in avanti notevole.

Ci sono casi paradossali dove le aule ci sono, ma manca un’autorizzazione da parte del sindaco per permettere una maggiore distribuzione degli alunni ed evitare le classi pollaio.

Ritorno in classe, il caso paradossale di una scuola di Roma

Orizzonte Scuola mette in evidenza il caso dell’Istituto Comprensivo “Elisa Scala” di Roma. Ci troviamo all’estrema periferia della Capitale, a Tor Bella Monaca, sud est di Roma, nel municipio più grande della città capitolina, il VI, con 240mila abitanti.

L’istituto, diretto dalla dirigente scolastica Claudia Gentile, comprende cinque plessi dislocati nel raggio di un chilometro. Il plesso più grande è quello di Via Motta Camastra che vanta ben 700 alunni di scuola primaria. Qui, nel 2013, si costruirono 5 aule che fanno parte del restante corpo dell’edificio.

Al momento della consegna, però, il dipartimento al Patrimonio ha negato autorizzazione alla consegna al municipio e quindi alla scuola per mancanza di alcune certificazioni e ulteriori lavori di messa in sicurezza della ditta costruttrice.

Si è scoperto, poco tempo dopo, che, nonostante siano stati perfezionati i lavori, le aule erano state edificate su un terreno appartenente alle suore di Don Guanella. Il contenzioso seguito al ricorso presentato dal Comune di Roma è stato vinto dall’ente locale nel gennaio 2019 ma, a tutt’oggi, non si sa se il Comune abbia sbloccato la pratica.

A questo punto, quando manca un mese esatto all’inizio della scuola, servirebbe un decreto speciale da parte della sindaca Virginia Raggi.

Ritorno in classe, il caso paradossale di una scuola di Roma, parla la dirigente scolastica.

“Queste 5 aule sono preziosissime visto il fabbisogno di spazi aggiuntivi e considerato che io sdoppierò le classi per presenza di classi pollaio e la presenza di 2-3 alunni diversamente abili per classe – afferma a Orizzonte Scuola, la dirigente scolastica Claudia Gentile -. Senza l’autorizzazione sarò costretto ai tempi turni. A tutt’oggi non mi è dato sapere l’andamento della vicenda. A questo si aggiunge che  le aule, praticamente nuove, sono state oggetto di vandalizzazione con vetri divelti, giardini pensili rovinati, interni con infiltrazioni d’acqua nel tetto. Lo stato di incertezza di consegna di queste aule non mi permette la piena realizzazione del piano per la ripartenza e l’avvio dell’anno scolastico. Infatti, la mancata consegna delle aule priverebbe il plesso di quegli spazi alternativi necessari a garantire il distanziamento sociale, raccomandato dal CTS, causando lo sdoppiamento delle classi del tempo pieno e la loro turnazione”.

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